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Confine

martedì 9 novembre 2021, di Matteo Meroni

Il confine è definito come il limite di una regione geografica o di uno stato. Esistono due tipi di confini uno fissato dalla morfologia del territorio e l’altro invece viene fissato dall’uomo. I confini politici cioè quelli artificiali coincidono spesso con quelli naturali, il confine tra Spagna e Francia è un buon esempio di ciò, infatti, combacia con la catena montuosa dei Pirenei che separa appunto le due nazioni. Ma non è sempre così basta pensare al confine che c’è tra l’Italia e il nostro cantone (Ticino), difatti se si seguisse in confine naturale cioè quello delle Alpi, il Ticino sarebbe parte del territorio italiano questo è testimoniato anche dall’aspetto linguistico, la barriera creta dalle Alpi tra la Svizzera interna e il Ticino ha originato una differenza linguistica che dimostra come i rapporti fossero più intensi con le zone italofone. Il confine polito perciò separa due organismi politici e delimita non solo il territorio, ma anche gli aspetti giuridici e istituzionali degli stati, per esempio la polizia svizzera non può effettuare arresti su territorio italiano. I confini politici a differenza di quelli naturali possono mutare molto velocemente, basta pensare infatti a quanto sia cambiata la cartina dell’Europa in 50 anni.
Partendo dal presupposto che il confine tra Svizzera e Italia sia artificiale è interessante osservare quali siano state le vicende storiche che hanno fatto si che sia proprio questo.

Il cantone come oggi lo conosciamo ha subito numerose vicende belliche e non che lo hanno plasmato, tuttora è parte della Confederazione Svizzera, questo deriva dalle conquiste effettuate dai cantoni primitivi che componevano la Svizzera del passato. Il Ticino è stato un baliaggio dal 1515 fino al 1803 diventato poi uno stato sovrano all’interno della confederazione. 
Ma dove derivano i suoi confini? Essi sono frutto di accordi molto antichi tra i confederati e diverse potenze come gli spagnoli, i francesi, gli austriaci e infine dopo l’unificazione d’Italia con gli italiani. A testimonianza di quanto questo confine sia antico ci sono i  cippi, i più antichi risalgono al XVI secolo e delimitavano la "Liga Helvetica" e lo "Status Mediolani", il ducato di Milano che proprio in quei decenni passava sotto l’autorità della Spagna di Carlo V, da allora non cambiò molto.
Il trattato “decisivo” anche se in seguito ci furono delle piccole controversie per quanto riguarda il comune di Campione d’Italia fu quello del 2 agosto 1752, data nella quale fu firmato il Trattato di Varese che prese in considerazione i confini tra la Lombardia e le tre prefetture svizzere di Lugano, Locarno e Mendrisio. Vennero posizionati nuovi cippi che oggi si possono ancora incontrare lungo la linea di frontiera. Questo documento è ancor oggi la base giuridica della definizione del confine italo-svizzero. Il confine fu tracciato secondo usi e consuetudini precedenti ciò vuol dire senza seguire particolari aspetti morfologici del territorio.
È comunque interessante notare come all’altezza di Scudellate il confine segue la linea spartiacque tracciata dal fiume Breggia e dal fiume vallaggia.

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carta confine
Fonte: Swisstopo

Il confine per quanto riguarda la valle di Muggio ha cambiato il suo aspetto durante gli anni, se pur rimanendo fisso, questi cambiamenti hanno interessato principalmente le attività svolte su di esso e la rigidità dei controlli che veniva effettuati. Infatti, nella storia vi fu una intensificazione nelle tensioni sul confine in particolare tra i contrabbandieri e le guardie di confine italiane all’inizio e poi svizzere, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento furono eretti diversi muri, reti e recinzioni anche dette “ramina” soprattutto nella parte di confine italiana per impedire il traffico illegale di merci. In valle di Muggio il tratto tra la dogana di Roggiana a Vacallo e l’Alpe del Corno in valle della Crotta un percorso di circa 10 km presenta dei pali in legno per i primi 5km e poi prosegue con pali in metallo a cui sono fissate delle reti in ferro. Oggi la vegetazione ha coperto completamente queste zone, i segni delle vecchie istallazioni sono ancora presenti all’interno della fitta natura, queste però oggi giorno non hanno più una funzione pratica. Un altro elemento caratteristico e rappresentativo è la vecchia casa doganale svizzera a Scudellate che dimostra come l’attività del contrabbando fosse talmente sviluppata persino in alta valle da dover effettuare una simile spesa.

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