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Tabella riassuntiva con rispettivo commento e conclusioni delle mie esperienze panoramiche/paesaggistiche

martedì 9 novembre 2021, di Giuseppe Cantoni

Ritorno alla panoramica

 Tabella

Prima di iniziare a trarre le conclusioni delle mie esperienze panoramiche/paesaggistiche dei punti panoramici sul lago Ceresio volevo presentare e commentare la tabella sottostante:

PDF - 56 Kb
Tabella riassuntiva
Documento con una tabella che racchiude le principali informazioni sui vari punti panoramici.

Questa tabella redatta da me riporta vari dati interessanti quali, di carattere prettamente geografici, il dislivello e la distanza con il Ceresio, dei rispettivi punti panoramici, ma anche l’isolamento topografico, la quota e l’angolo di visuale sempre degli stessi.

 Dislivello e distanza dal Ceresio:

Il dislivello e distanza dal Ceresio sono importanti dati per poter comprendere quanto il versante al disotto del punto panoramico sia ripido, dal momento che tutti i punti si affacciano sul Ceresio e dal momento che esso è il punto di riferimento dell’occhio umano nel nostro territorio frastagliato, e quindi quanto più ci si senta immersi nel blu sia del cielo che in alcuni casi nel blu del lago stesso. Ovviamente più questa immersione è forte tanto più scaturirà in noi una vivida impressione, piacevole o sgradevole che sia, che concorre a creare il sentimento mozzafiato.
Per quello che si può notare dai dati della tabella si riscontra che questa immersione nel Ceresio è maggiore nei monti (da quello in cui è maggiore a quello in cui è minore): San Salvatore, Brè e Sighignola (guardare pdf rapporti a piè pagina).

 Isolamento topografico, quota e angolo di visuale:

Questi tre indicatori oggettivi servono anch’essi a designare meglio ciò che rende vivida impressione l’esperienza panoramica/paesaggistica, quindi a creare parte del sentimento mozzafiato.

L’isolamento topografico, ovvero “la distanza minima tra” una vetta “e un punto di pari altitudine”, conferisce un dato importante per l’analisi della vista mozzafiato, vale a dire che questo dato ci permette di andare a capire se da un dato punto panoramico abbiamo una visuale aperta quindi senza troppa interruzioni di sguardo, che potrebbero essere date da montagne di pari altitudine o più elevate, oppure abbastanza chiusa quindi con interruzioni di sguardo. Una osservazione doverosa è che l’isolamento topografico va a “intercettare” la prima montagna di pari altitudine e quindi uno potrebbe giustamente osservare che quindi non per forza vi sia una grossa interruzione della veduta ma nel caso da me trattato, ovvero delle montagne prealpine attorno al Ceresio, un isolamento topografico “basso” va a determinare una interruzione di sguardo piuttosto elevata data l’alta densità di montagne della zona.
Detto ciò e osservando i dati della tabella si constata che nettamente confronto agli altri punti panoramici quello del Generoso sia isolato topograficamente (14,5 km) e subito dopo lo segue il San Giorgio (3,38 km) e il San Salvatore (2,96 km).

Per quanto riguarda la quota è da notare che tanto più è elevata tanto più conferisce all’osservatore una visione obliqua che, come già detto nella definizione dei punti panoramici, si traduce in una qualità di visibilità sempre maggiore. Nel nostro caso specifico riscontriamo una quota maggiore e una conseguente maggiore qualità visiva nel Generoso e Bellavista (1701 e 1224 m s.l.m.), nel Sighignola (1320 m s.l.m.) e nel San Giorgio (1097 m s.l.m.). Ovviamente questo discorso sul rapporto tra quota e qualità visiva è veritiero dal momento che, se per esempio si confrontano due montagne diverse, le si confrontano a parità di condizioni atmosferiche. Infine è da tenere a mente che nei pressi della vetta del monte Generoso, soprattutto sul versante Sud, non vi è presenza di alberi, questo dovuto al passato sfruttamento dell’area come terreno di pascolo. La non presenza di alberi determina una non “contaminazione” della visuale a lungo raggio.

Infine anche l’angolo di visuale, che un dato punto panoramico offre, è un fattore determinante molto banalmente poiché maggiore sarà l’angolo di visuale maggiori saranno gli elementi visibili, mentre meno banalmente è da considerare che maggiore è l’angolo di visuale, quindi vale a dire che il punto panoramico è meno “protetto/chiuso” nei suoi tratti morfologici se per esempio confrontati con una terrazza naturale o nei suoi tratti architettonici se per esempio confrontati con una terrazza artificiale, maggiormente sarà vivida l’impressione (anche un po’ dispersiva) poiché confrontati con una spazio privo di barriere visive con il quale la maggiore parte di noi è confrontato quotidianamente (muri, case, ecc…). Per quanto riguarda l’angolo di visuale la tabella mostra come i punti panoramici che ne possiedono uno maggiore siano il Generoso (in vetta) e il San Salvatore (sopra il tetto della chiesa) che entrambi offrono una visuale a 360° dell’ambiente circostante, seguono (in ordine decrescente) il monte Brè, il Sighignola, il San Salvatore e infine Carona, via Principale.

Nella tabella inoltre figura una parte dedicata alle infrastrutture e mezzi di arrivo dei vari punti panoramici e anche una parte dedicata alla correlazione tra questi punti e i quadri visivi che ho descritto nella definizione dei punti panoramici.

 Infrastrutture e mezzi di arrivo:

Per quanto riguarda le infrastrutture e i mezzi di arrivo ho già discusso in parte della loro rilevanza per l’esperienza paesaggistica in ogni singolo articolo e qui intendevo esplicitare l’importanza anche dell’impatto paesaggistico in sé che queste infrastrutture hanno.
Per quanto riguarda il Generoso ho già fatto riferimento alla ricerca che vi è stata nella progettazione e conseguente costruzione di un edificio dialogante col paesaggio e non solo di pura e mera utilità. Anche per quanto riguarda il Sighignola ho parlato dell’impatto paesaggistico che una infrastruttura ha avuto sul paesaggio, in particolare ho parlato dello scandalo che aggravò sensibilmente il paesaggio e di conseguenza l’esperienza paesaggistica, ovvero della costruzione della stazione di arrivo della mai realizzata funivia Campione-Sighignola, e quindi per poter rimediare al così chiamato “ecomostro” fu smantellato e in un certo senso il paesaggio fu riportato a oggetto di ammirazione e non di disgusto, ciò nonostante è da rammentare che in cima al Sighignola è tuttora presente un edificio abbandonato e che rovina il paesaggio e che coincide con l’ex-ristorante, nonostante ciò però va precisato che questo edificio si trova verso la montagna e non va a rovinare il panorama, come invece fu il caso della stazione di arrivo, ma sicuro l’esperienza paesaggistica.
Per quanto concerne l’impatto paesaggistico in sé che hanno le infrastrutture sul monte Brè e il sul monte San Salvatore posso dire che hanno un’influenza piuttosto positiva sul paesaggio poiché sia i ristoranti, le terrazze, il parco giochi e per il San Salvatore il museo sono ben tenuti, ciò detto per quanto riguarda i ristoranti trovo abbiano uno stile piuttosto simile e tradizionale che non va a rovinare il paesaggio ma neanche troppo a dialogare con esso come nel caso del Fiore di Pietra. Per quanto riguarda invece Carona ci troviamo confrontati con un paese ben curato, un nucleo ben conservato e delle zone verdi, come per esempio il Parco San Grato, anch’esse ben tenute che vanno in generale a valorizzare il paesaggio. Infine per quanto concerne il San Giorgio non vi sono in cima presenti infrastrutture atte al godimento del paesaggio, anche se in cima sul punto più alto della montagna si trova una chiesa, la chiesa di San Giorgio, di architettura molto semplice che a parere mio è abbastanza neutra, ovvero non va né a migliorare né a peggiorare il paesaggio. Mentre al Serpiano le infrastrutture sono presenti e hanno uno stile abbastanza moderno e di forme geometriche regolari che conferisce anche a loro una certa "visibilità" nel contesto ambientale, è però da tenere a mente che le strutture sono molto curate e anche il parco e le terrazze ad esse circostanti sono ben tenute.
Le strade e le varie strutture per arrivare a questi vari posti panoramici sono anche loro parte integrante del paesaggio e in generale vanno ad abbellirlo o a renderlo in un certo senso (trovandoci ora ben lontani dagli anni della costruzione) più caratteristico come nel caso del Generoso, San Salvatore, Brè e Serpiano per quanto riguarda il trenino, le funicolari e la funivia. Per quanto riguarda in particolare le strade asfaltate posso osservare che non trovo una particolare attenzione nel renderle panoramiche, ovvero trovare degli accorgimenti che consentano, ovviamente non al conducente, di poter godere del paesaggio in modo più marcato anzi spesso sono immersi totalmente nel bosco e gli alberi non permettono nessun tipo di visuale e tra l’altro queste strade spesso non sono neanche ben curate quindi con dossi, buche e altro ancora. Le uniche strade che ho notato ben curate e non intendo atte a godere del panorama sono quella per il Brè e quella a Carona ma questo è dovuto al fatto che ci troviamo in paesi abitati o nei loro pressi i cui abitanti tengono ad una buona cura della strada come del marciapiede. Infine in linea generale posso affermare che le strade asfaltate non sono degli elementi che hanno un impatto paesaggistico positivo, ovviamente ci sono le dovute eccezioni.

 Correlazione tra i quadri visivi e i singoli punti panoramici:

La parte della tabella dedicata alla correlazione tra i quadri visivi e i singoli punti panoramici mostra che vi sono vari scenari tutti singolari e diversi dagli altri, ma in generale si può affermare che da alcuni monti l’offerta panoramica è decisamente più ampia come nel caso del Generoso, del Sighignola e del San Salvatore, che tra l’altro non a caso spesso coincidono con quei monti che hanno i dati più interessanti per quanto riguarda, i già commentati, dislivello e distanza dal Ceresio, isolamento topografico, quota e angolo di visuale.

Quindi alla luce di tutti questi dati e constatazioni posso affermare che i punti panoramici, tra quelli da me analizzati, da cui la vista maggiormente dovrebbe suscitare una vivissima impressione sono quelli sul Monte Generoso, il Sighignola e il San Salvatore. Preciso che non significa che qui l’esperienza paesaggistica sia sicuramente più completa bensì solo che questi punti panoramici hanno le condizioni di localizzazione e morfologiche più favorevoli a suscitare una vivida impressione che viene chiamata vista mozzafiato.

Detto ciò è da considerare che come già esplicitato non solo i fattori di localizzazione e di morfologia vanno a “creare” la vivida impressione mozzafiato, bensì concorrono altri elementi che sono fondamento dell’esperienza paesaggistica come le infrastrutture e i mezzi di arrivo, le condizioni atmosferiche, la predisposizione mentale e visiva dell’osservatore, i valori dell’osservatore(che potrebbero essere indagati ulteriormente al fine di una analisi paesaggista più completa) le sue abitudini e molti altri fattori di carattere soggettivo.

 Conclusioni delle mie esperienze panoramiche/paesaggistiche:

Il progetto, ovvero l’intento del mio lavoro di maturità, era indagare, provare e sperimentare la sensazione mozzafiato del paesaggio del lago Ceresio attraverso la visita e l’analisi di punti panoramici ben precisi. Infine apprezzare nonché indagare l’esperienza vissuta in termini turistici..

Per quanto riguarda la mia prova e sperimentazione della vista mozzafiato e del paesaggio del Ceresio ho raggiunto ogni singolo punto panoramico personalmente e in ciascuno di essi ho scattato svariate fotografie, per immortalare in minima parte questa sensazione panoramica e paesaggistica, che ho poi selezionato e caricato nei vari articoli su i punti panoramici da me redatti. Oltre a ciò ho pensato molto sulle mie esperienze panoramiche paesaggistiche per poi poter osservare che trovo che ogni paesaggio o panorama percepito è in balia di innumerevoli variabili e quelle esperienze il cui concatenarsi di variabili ha suscitato in me maggiormente quella vivida impressione che mi ha mozzato il fiato sono quella sul Generoso, sul Sighignola, sul San Giorgio e sulla terrazza del Serpiano. Le prime due esperienze trovano un notevole appoggio esplicativo sulla parte dei dati, tranne il Sighignola per quanto riguarda le infrastrutture, mentre le ultime due no. È comunque da considerare che le giornate nelle quali sono andato a godere del paesaggio da questi punti panoramici erano sicuramente più belle in termini atmosferici confronto alle giornate in cui sono andato a sperimentare la vista panoramica e paesaggistica dagli altri punti.

Sitografia:

  1. https://it.wikipedia.org/wiki/Isolamento_topografico
  2. https://it.wikipedia.org/wiki/Dislivello
  3. https://it.wikipedia.org/wiki/Altitudine

 Documenti:

PDF - 3.5 Mb
Localizzazione dei vari punti panoramici
PDF - 376 Kb
Rapporti tra i punti panoramici e il Ceresio
Questo documento mostra i rapporti di distanza e altezza che intercorrono tra i vari punti panoramici e il lago Ceresio.

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