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Storia di Torricella-Taverne

venerdì 5 novembre 2021, di Leonard Petrocchi

Il nucleo antico di Torricella si trova all’estremo nord-ovest dell’area attuale del comune, sul limitare del bosco del Monte Barro a nord, dei Monti di Torricella a ovest e del Monte Ferraro (o Pizzo Ferraro) a sudovest. Il nucleo vecchio di Taverne si trova invece lungo un’estensione del Monte Barro chiamata semplicemente “Il Dosso”. Storicamente questi due centri abitati sono stati separati (seppure non indipendenti) e hanno avuto funzioni diverse, sebbene l’economia locale era quasi totalmente basata sull’agricoltura: i campi di Taverne-Torricella non erano in pianura, dove il fiume poteva straripare e rovinare il raccolto, ma verso la montagna. Sul fondovalle prevalevano invece i pascoli. Scavi in loco hanno rivelato che la zona era già abitata in epoca romana o forse già dall’Età del Ferro. La fondazione di Torricella, precedente a quella di Taverne, il quale ha un suo nucleo storico situato sul fondovalle, è avvenuta probabilmente per cause di difesa e di riparo: la posizione sopraelevata e a ridosso dei monti è chiave per raggiungere questi obbiettivi, rendendolo il perfetto nucleo abitativo. Taverne è invece nata in un secondo momento come estensione di Torricella. Nasce infatti come luogo di ristoro lungo la strada romana secondaria “Mediolanum-Bilitio”, che collegava Milano a Bellinzona. Prova sia della subordinazione di Taverne a Torricella che della sua funzione storica ci arriva dal nome latino, usato almeno dal XII secolo: Tabernae de Torrexella”, le taverne di Torricella. Non essendoci fonti scritte priori a quel secolo, non possiamo che teorizzare l’uso effettivo di tale linguaggio in tempi precedenti e siamo incerti sull’origine etimologica di Torricella.
I documenti scritti iniziano ad apparire nel 1200, con un elenco di prestiti riscossi da residenti di Torricella a creditori di Mendrisio. Questo documento del 1264 descrive la situazione nella quale tanti comuni rurali erano rispetto ai borghi: debito. I problemi che sorgevano nei comuni rurali a causa di mancanza di risorse, quali danni alle strutture, spese ordinarie e straordinarie, portavano i comuni a chiedere prestiti, specialmente per benefici a breve o brevissimo termine, ai borghi più grandi. Tali prestiti portavano spesso all’indebitamento da parte dei cittadini rurali verso quelli dei comuni di dimensione maggiore, ragione per la quale documenti come questo iniziano a sorgere.

Dopo la crisi del feudalesimo a partire dal 1300, in Ticino si diffondono le Vicinie, assemblee comunali dove si discuteva di regole, norme e leggi locali che ognuno, residente o forestiero, doveva rispettare trovandosi nel territorio del comune. Come prima cosa abbiamo una descrizione fisica delle abitazioni, strette e unite tra loro, con orti, poi prati e poi campi, e in mezzo alle case passava una sola strada che portava o agli alpeggi o al fondo della valle. L’area intorno alle case era divisa tra territori ecclesiastici e nobili, ma esistevano anche terre comuni che potevano essere sfruttate da chiunque in cambio di una tassa annuale. Erano presenti stretti statuti a riguardo, scelti dalla Vicinia, che non avendo un edificio suo aveva sede nell’oratorio della Chiesa di San Rocco.
La Vicinia eseguiva la funzione che oggi ha il Comune, seppure in forma più semplice e rudimentale. Non avendo una precisa data d’istituzione della Vicinanza a Torricella-Taverne, ci si può basare sui comuni vicini. La Vicinia di Camignolo, un comune pochi chilometri più a nord di Torricella, esisteva già dal 1424, rendendo la nascita di un’eventuale Vicinia nel comune di nostro interesse più o meno nello stesso periodo. Durante il corso dei secoli successivi alla sua istituzione, la Vicinia di Torricella si dotò di regolamenti e norme, chiamati “statuti” per scandire la vita quotidiana. Siccome abbiamo una scarsità di documenti medievali. Le Vicinie saranno l’organo più importante dei comuni fino all’istituzione dei Comuni a seguito dell’annessione del Ticino alla Svizzera.

Nel 1789 inizia la Rivoluzione francese, che porta con sé un cambiamento enorme non solo in Francia, ma in tutta Europa. Nasce in tutto il continente un forte sentimento antiassolutistico e, seguendo l’esempio datogli, i popoli insorgono contro i propri imperi e regni, creando forte instabilità a livello continentale. Un’occasione di questo tipo lascia scoperte enormi debolezze, che qualcuno potrebbe sfruttare a suo vantaggio. Nel 1799 Napoleone Bonaparte è a capo della Francia come Primo Console e, notando lo stato dell’Europa, decide di sfruttarlo per allargare il più possibile la sua area di influenza. La sua tattica era di non spostare i confini francesi, ma di istituire nei paesi invasi e poi conquistati delle repubbliche, al capo delle quali poneva famigliari o fidati generali, rendendole effettivamente sotto il suo controllo anche se non diretto. Una di queste repubbliche era la Repubblica Elvetica, istituita nel 1799.
La Repubblica era composta dai tredici cantoni che all’epoca erano parte della Confederazione Elvetica, trasformati ora in prefetture, più altre aree nuove, tra le quali quelle di Bellinzona e Lugano. Lo stesso anno della sua creazione, 25’000 soldati russi venuti per combattere Napoleone marciarono per Taverne e vi stanziarono per cinque giorni, usando l’edificio del Motto del Gallo come quartier generale.
Forse è questo il motivo per il quale la strada dove il ristorante sorge si chiama ora via Bicentenario (1803-2003).
Fu nel 1803 che la Repubblica Elvetica venne quindi sciolta in favore della vecchia Confederazione, venne sostituito il Comune alla Vicinia e le due prefetture ticinesi si unirono per creare il Canton Ticino. Fu allora che Napoleone ritirò i propri soldati dalla Svizzera, ma non fu un’azione definitiva. Infatti, le truppe francesi sarebbero rimaste in territorio elvetico fino al 1813 a causa delle continue invasioni dell’esercito italiano, che portarono a diversi anni di conflitti che videro il Ticino come campo di battaglia.
La miseria che la guerra lasciava in Ticino non impedì ad esso di iniziare una serie di riforme a livello cantonali, tra le quali cito l’abolizione delle decime (1804), l’obbligatorietà di una scuola in ogni Comune (1804) e le leggi in difesa dei boschi (1807-1808). La situazione dopo la guerra non era però granché migliore. Il Ticino fu ovviamente particolarmente colpito dalle conseguenze dei conflitti, ma in situazione ancora peggiore erano i comuni ticinesi rurali. Era infatti un periodo di crisi: la povertà lasciata dalla guerra portò alla triste tendenza ad abbandonare i propri neonati in strada, fenomeno rilevatosi anche a Torricella. Si stima che solo nel 1844 il numero di neonati abbandonati di tutto il cantone era 676, la cui maggioranza in paesi rurali. Nella seconda metà dell’800 inoltre, ci furono diverse ondate di colera e poi di vaiolo, che nonostante non fece enormi danni a causa di efficaci norme di contenimento, lasciò dietro di sé centinaia di morti. Sicuramente il morale non era dei migliori.

La fine del 1800 è inoltre caratterizzata dalla Seconda rivoluzione industriale, della quale i cambiamenti grandi si iniziano ad osservare in Ticino nel 1882, con l’apertura della galleria ferroviaria del San Gottardo. La tratta ferroviaria apre dunque un nuovo capitolo nel sistema commerciale, sia per lo scambio tra il Ticino e il resto della Svizzera che tra Stati, come la Germani a e l’Italia, che tramite la Svizzera e quindi il Ticino possono avere un traffico di merci molto maggiore. A Taverne viene creata una stazione che sarà molto importante per lo sviluppo economico locale nella seconda metà del 1900.

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Stazione Taverne 1940
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Stazione Taverne 1960
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Stazione Taverne 1980

Possiamo notare un cambiamento anche a livello demografico a fine 1800. A seguito delle varie scoperte in campo scientifico e medico, la salute della popolazione iniziò a migliorare. Avvenne quindi in quel periodo la transizione demografica ticinese, ossia una fase dello sviluppo della popolazione dove il tasso di mortalità diminuisce rapidamente e il tasso di natalità rimane alto. Ciò significa che tendenzialmente gli adulti vivono più a lungo, le donne hanno meno rischi di morire durante il parto e meno bambini muoiono in età infantile. Come si vede dal grafico, negli ultimi decenni del XIX secolo la popolazione a Torricella-Taverne ha cominciato ad aumentare molto più velocemente rispetto agli anni precedenti. Infatti, dal 1860 al 1870 risulta esserci stato addirittura un calo. L’improvviso incremento avvenuto negli anni ’80 comporta un incremento circa del 19,5% al numero totale di abitanti.

Nonostante l’industrializzazione progredisse sempre di più, e con essa i lavori in fabbrica, l’economia di Torricella-Taverne rimane prevalentemente agricola. Questa prevalenza viene rafforzata durante la Prima guerra mondiale: la Svizzera faticava ad avere approvvigionamenti; quindi, ci fu una reversione di massa al lavoro nei campi per produrre più cibo possibile. Ciò si vide di più nelle città, dove le possibilità lavorative erano più variate, ma fece da ancora al settore agricolo per gli abitanti rurali. Questa condizione si prolunga ancora fino al secondo dopoguerra.
Gli anni ’50 portano per Taverne un’ondata di lavori sul piano stradale. Dopo un’alluvione storica, il ponte vecchio in centro a Taverne venne distrutto e ricostruito nel 1951. A fine dello stesso anno, viene aperto anche il viadotto della strada cantonale, i quali lavori erano già iniziati l’anno prima. La costruzione dell’autostrada nel 1973 è un evento decisivo. L’autostrada si rivela essere un’arma a doppio taglio: da una parte, il transito su lunghe distanze sull’asse nord-sud è ancor più facilitato; d’altra parte, la costruzione di questa via di comunicazione ha dato il colpo finale alla decentralizzazione del comune come luogo d’importanza regionale. Taverne-Torricella viene infatti tagliato via dal traffico autostradale non essendoci alcuna entrata all’autostrada situata nei pressi del comune. Le più vicine sono Lugano Nord, a Manno, e Rivera-Bironico.

Si possono quindi evidenziare diversi periodi, suddivisi per miglioramenti alle vie di trasporto, che indicano l’importanza relativa che Taverne ha sul traffico nord-sud: il primo va dalla fondazione del comune all’avvento della ferrovia a fine Ottocento. In questo periodo Taverne-Torricella è un luogo di passaggio obbligatorio per il traffico di merci e persone e ha un importante ruolo di ristoro. Il secondo periodo va da fine Ottocento al 1951, dove nonostante la strada passi ancora strettamente dal nucleo di Taverne, le merci vengono principalmente trasportate tramite la ferrovia, per la quale sono importanti principalmente le città grandi. È anche da tenere in conto che in questo periodo con lo sviluppo del settore produttivo, si inizia a sviluppare la zona industriale di Taverne intorno alla stazione, con industrie come la Riseria. Tornando sul piano stradale, si diffonde anche l’uso dell’automobile, che permette di viaggiare in modo più sicuro su lunghe distanze e quindi toglie a Taverne l’importanza delle taverne e osterie. Il terzo periodo va dal 1951 al 1973, quando la costruzione del viadotto permette ai viaggiatori di escludere completamente il passaggio dal nucleo vecchio, togliendo ancora più importanza a Taverne come comune di passaggio. Infine, l’ultimo periodo va dal 1973 ai giorni d’oggi. In quest’ultimo cinquantennio il comune è stato completamente tagliato fuori dal traffico su lunghe distanze per le ragioni spiegate in precedenza.
La decentralizzazione del comune è stata però in parte contrastata da una buona rete di mezzi pubblici che collega Taverne-Torricella con quasi tutti i comuni della valle e a Lugano, e permette comunque un certo scambio anche al di fuori dei centri abitativi più grandi.

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