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Chiesa di Torricella

domenica 31 ottobre 2021, di Leonard Petrocchi

La chiesa parrocchiale dei SS. Biagio e Maurizio è la chiesa più importante del comune, nonché la più grande. Si trova a sud del nucleo di Torricella e come di antica regola è rivolta con l’altare verso est e la porta a ovest. Questa particolarità la rende visibile e facilmente identificabile anche dal fondovalle a Taverne. Alla sua nascita la chiesa di Torricella era sotto la diocesi di Como come altre 46 tra chiese e oratori della zona. Non avendo una precisa data di costruzione della chiesa, è necessario basarci sui primi documenti che ce ne fanno riferimento, in questo caso si tratta di due pergamene dall’Archivio parrocchiale di Arosio dove due persone d’importanza locale scrivono dei legati in favore della chiesa di Torricella. Questi documenti sono datati il primo al 16 aprile e il secondo all’11 luglio del 1361. Nonostante ciò, la planimetria indica che prima della lunga serie di restauri l’architettura presentava caratteristiche tipicamente di stile romanico, popolare tra il XI e il XII secolo. Ciò ci può garantire l’esistenza di almeno una struttura base già a metà Medioevo.

Da analisi ulteriori possiamo capire che la struttura iniziale era molto umile e probabilmente nata come oratorio. Si può iniziare a definirla “chiesa” dalla fine del Cinquecento, poiché la progressione da oratorio a chiesa è stata bruscamente troncata ancora prima di nascere dalla peste a metà 1300, che ha dimezzato la popolazione locale. Dalla fine del 1500, però inizia una serie di importanti alterazioni che cambieranno completamente sia l’interno che l’esterno della chiesa, ad iniziare con lo spostamento dell’entrata, originariamente all’estremità della parete, al centro di essa. Dopodiché fu presa una decisione dalla Diocesi che amareggia ancora ad oggi. Sulla facciata, la parte più antica della struttura, era presente un antico affresco del “Giudizio universale”, che per decisione del vescovo venne quasi completamente distrutto. Al giorno d’oggi poco è riconoscibile dell’opera originale. Al di là di ciò, per tutto il Seicento la chiesa subì modifiche continue alla struttura, che possono essere datate usando le testimonianze delle periodiche visite pastorali dei vescovi di Como.

Come si può notare dall’immagine, la precedente struttura rettangolare della chiesa è quasi irriconoscibile. Durante il corso del secolo, i vescovi di Como fecero spesso visita alla chiesa, ed in questo periodo chiesero modifiche alla sua struttura perché insoddisfatti col suo aspetto. Oltre all’ampliamento fatta al corpo centrale, le modifiche vengono fatte anche tutto intorno. Il cimitero, che prima era dallo stesso lato dell’entrata, viene spostato a sud e viene creata un’entrata dalla chiesa per accederci. Per seguire inoltre la società del tempo, dove tutti possedevano un qualche animale, viene costruita la stalla.
Nel corso del Settecento invece vengono eseguiti altri lavori, ma questi piuttosto di conservazione, restaurazione e ritocchi, e da allora la chiesa non ha subito grandi cambiamenti. Più importanti di tutti saranno i lavori di restauro del 1929, dove ci si è presi cura delle antiche tombe con i loro affreschi, si sono create delle scalinate al posto di discese scomode, si ha stabilizzato il legno e si sono ritoccate le opere d’arte all’interno della chiesa. Questi lavori sono stati così importanti che per aiutare il loro completamento il parroco dell’epoca ha pagato parte dei debiti che i restauri hanno comportato di tasca sua. Fino al 1803 il Ticino (e di conseguenza Torricella) è stato sotto la diocesi di Como, ma dopo l’integrazione del Ticino nella Svizzera ci fu il bisogno di avere una diocesi propria. Il processo fu lungo e complicato, ma alla fine il Vaticano concesse la canonica separazione delle Parrocchie ticinesi dalla diocesi di Como. Nel 1885 viene scelto il primo amministratore apostolico, l’arcivescovo Eugenio Lachat, personaggio molto importante per la storia ticinese. Dopo la sua morte nel 1886, viene scelto l’arciprete di Bellinzona mons. Vincenzo Molo. Esso governò tutte le Parrocchie ticinesi, con sede a Lugano, e si diede da fare per migliorare la condizione delle chiese e i loro rapporti con l’immediato esterno. Nel 1889 consacra la chiesa, finora sconsacrata. In seguito a questo ci furono i già menzionati restauri del ’29.

Durante il periodo bellico, però, l’esterno della chiesa venne un po’ abbandonato e dalle foto dell’epoca essere piuttosto fatiscente. Lavori di restauro verranno fatti nella seconda metà del secolo per ridare valore a questo importante luogo di culto.

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Chiesa negli anni ’40

Dalla grande quantità di lavori al fine di valorizzare, abbellire, e decorare la chiesa oltre che ai lavori di ristrutturazione, è chiaro che l’importanza di questo edificio per gli abitanti di Torricella-Taverne non può essere sminuita: la chiesa è stata nel corso dei secoli un luogo di incontri molto importante, oltre ad essere un edificio religioso. Inoltre, nel corso dei secoli la Chiesa era l’istituzione che si curava più della cultura e l’istruzione. Gli archivi parrocchiali contengono in sé una grande quantità di documenti storici anche molto antichi, dai quali possiamo trarre grandi informazioni sul passato non solo dell’istituzione religiosa, ma anche del comune come entità più grande.

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Chiesa al giorno d’oggi

La chiesa al giorno d’oggi ha perso quel valore come luogo d’incontro che un tempo aveva, ed è rimasta solo un luogo di culto. Per esperienza personale, veramente pochi dei miei coetanei vanno in chiesa, e solitamente lo fanno a Pasqua e a Natale. Solo sulla base di questa osservazione posso speculare che i frequentatori della chiesa al di fuori delle festività sono principalmente adulti e anziani, ma non essendo cresciuto andando in chiesa non posso dirlo con certezza.

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