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Ricapitolazione e conclusioni

lunedì 27 dicembre 2021, di Alex Mancinelli

Nel presente capitolo andrò ad esporre le conclusioni del lavoro di maturità. Tuttavia, tenuto conto delle molteplici informazioni fornite nei molti argomenti affrontati, ritengo innanzitutto opportuno ricapitolare i principali punti trattati.

 Ricapitolazione

 Agriloro SA

- utilizzo di fertilizzanti biologici;
- potenziale afflusso di nutrienti nello stagno;
- rispetto delle disposizioni legali di legge in materia di inquinamento;
- non risultano controlli sistematici dei processi aziendali (ISO);
- sfruttamento dell’immagine del territorio sulle etichette delle bottiglie di vino per la loro commercializzazione.

 Attività ricreative disponibili attorno allo stagno Pra Vicc

- molteplici attività all’aria aperta tra cui: jogging, equitazione, bici, ecc.;
- potenziale rischio di disturbare la fauna da parte dell’utenza.

 L’oasi

- la regione protetta in zona Pra Vicc è considerabile un’oasi poiché trattasi di un’area con elevata biodiversità, è adiacente a regioni cementificate e offre la possibilità di rilassarsi in una zona tranquilla;
- area protetta da diverse associazioni (ad esempio come il WWF) e da enti pubblici (come i Comuni di Stabio e Mendrisio);
- trattandosi di una costruzione umana, non è naturale anche se potrebbe sembrarlo.

 Zona industriale di Stabio

- alcune aziende sono storicamente legate al territorio (ad esempio Rapelli SA);
- altre aziende si sono stabilite nella zona industriale per beneficiare delle sinergie offerte dal luogo (manodopera frontaliera, stabilità politica ed economica, imposizione fiscale relativamente bassa, ecc.);
- trattandosi di aziende a scopo di lucro, sono prevalentemente orientate al conseguimento dei profitti e non alla protezione dell’ambiente;
- prima del 1970 (circa), le aziende avevano una scarsa senilità ambientale. In seguito, grazie ad una maggiore consapevolezza e sensibilità, da un lato si sono inasprite le disposizioni legali in materia ambientale e, dall’altro, sono progressivamente aumentate le iniziative volontarie di singole aziende a protezione dell’ambiente.

FZSoNick SA

- potenzialmente alto rischio di inquinamento e/o danni ambientali in caso di incidenti industriali (incendi, fuoriuscite di liquidi inquinanti ecc.), tuttavia:
1. oltre a seguire delle disposizioni legali in materia di inquinamento, adesione volontaria alle normative di protezione ambientale ISO 14001;
2. rifiuti identificati e classificati in base al codice CER, raccolti da smaltitori o da riciclatori autorizzati, gestiti conformemente alle normative svizzere;
3. tra gli obiettivi aziendali figura quello di ridurre la quantità di rifiuti e di incrementarne il riciclo;
4. costruzione di una vasca di contenimento in caso di fuoriuscita di liquidi nocivi successivamente trasformatasi in stagno.

 Linea ferroviaria

- ulteriore collegamento in Ticino tra Svizzera e Italia;
- costruita per agevolare il trasporto di persone e merci su scala regionale (tra la Lombardia e il Mendrisiotto);
- ha facilitato la creazione e lo sviluppo di una zona industriale a ridosso del confine italo-svizzero grazie ad un’ottimale approvvigionamento delle industrie;
- costruita in una regione pianeggiante il che costituisce un fattore morfologico facilitante;
- rispetto alle strade, la linea ferroviaria ha un minore impatto a livello di inquinamento ambientale;
- un maggior utilizzo del treno diminuirebbe in maniera importante il traffico stradale e il rispettivo inquinamento ambientale.

 Il fiume Laveggio e lo stagno Pra Vicc

- 1895, incanalamento di un primo tratto del fiume Laveggio per ottenere terreni coltivabili;
- 1933, incanalamento di un secondo tratto del fiume Laveggio e come conseguenza ulteriore riduzione del terreno paludoso;
- sia la prima che la seconda fase di incanalamento del fiume hanno impoverito la biodiversità e reso più difficile lo spostamento sul territorio della fauna;
- 1967, creazione dello stagno in zona Pra Vicc;
- 2015, rinaturalizzazione del tratto incanalato.

 Biodiversità lungo il fiume Laveggio

- il fiume Laveggio è composto da tre zone ben distinte (zona urbana, zona nascosta e zona incanalata e naturalizzata). In ognuna di queste zone c’è una diversa biodiversità;
- interesse da parte di associazioni e enti pubblici nella protezione della biodiversità (presente nel tratto naturalizzato) poiché rara;
- presenza, nella zona paludosa, di particolari e differenti biotopi;
- i diversi habitat sono luoghi ideali per le varie specie di cui alcune rare e con un elevato grado di priorità nazionale;
- lo stagno Pra Vicc e alle Bolle di Magadino sono i principali siti di riproduzione degli anfibi grazie alle loro particolari caratteristiche morfologiche;
- nella zona paludosa si riscontrano specie rare quasi insistenti oltre confine e presenti solo in poche altre nazioni, come pure specie abbondanti in Europa ma quasi inesistenti in Svizzera;
- tra le specie vegetali c’è ne sono due non autoctone (importate probabilmente per caso dall’uomo) ed invasive per le quali, tramite interventi annuali, si cerca di contenerne i danni.
- la zona paludosa fa parte della rete Smeraldo europea, ovvero un insieme di territori con un alto interesse naturalistico poiché contenenti un’alta biodiversità. Lo stagno Pra Vicc è una delle 37 zone Smeraldo in Svizzera.

 Conclusioni

Come già esposto nel testo introduttivo all’inizio di questo lavoro di ricerca, l’obiettivo è quello tentare di rispondere alle domande che riporto qui di seguito:

- sono state implementate delle politiche di protezione per la zona? In caso affermativo, qual è stata la genesi che ha portato all’attuazione di tali politiche?
- viene valorizzata?
- viene inquinata? Se sì, tramite quali fonti?
- quali esseri viventi sono messi a rischio dalla presenza eccessiva dell’uomo?
- come si è evoluto nel tempo l’interesse per lo stagno Pra Vicc?

 Sono state implementate delle politiche di protezione per la zona in generale e per lo stagno Pra Vicc in particolare? In caso affermativo, qual è stata la genesi che ha portato all’attuazione di tali politiche?

Sì, l’obiettivo di proteggere la zona è stato raggiunto sia a livello legislativo sia a livello pratico anche se, quest’ultimo, è avvenuto solo nel 2015.

Livello legislativo

Oltre alle disposizioni generali previste dalla legge federale sulla protezione dell’ambiente del 07.10.1983, in data 21.08.2015 il Consiglio di Stato ha emanato il decreto Molino-Colombera. Lo scopo di quest’ultimo è proprio quello di mettere in atto misure concrete per la protezione dello stagno Pra Vicc e dei suoi dintorni.
Inoltre tale zona è stata inserita tra le 37 regioni svizzere appartenenti alla rete Smeraldo, ovvero un insieme di aree transfrontaliere di particolare interesse per la conservazione della natura e ricche di biodiversità. Tali aree rientrano nel progetto ambientale europeo "Rete Natura 2000" definito mediante Direttiva 92/43/CEE "Habitat" del 21.05.1992.

 Livello pratico

A livello pratico sono state attuate, in particolare, le seguenti azioni:
- la zona è stata dichiarata protetta dal WWF;
- esecuzione di lavori annuali di cura della zona protetta che hanno lo scopo di preservare l’area e di contenere la proliferazione eccessiva di specie invasive;
- dopo la conclusione dei lavori di incanalamento del fiume Laveggio, il corso fluviale appariva rettilineo e con una relativamente elevata velocità di scorrimento. Queste opere risultarono negative per la proliferazione e per l’esistenza stessa di alcune specie. Gli enti pubblici, dopo essersi resi conto del danno arrecato all’ambiente, tentarono di porvi rimedio. Il corso del fiume venne quindi modificato nuovamente conferendogli, laddove possibile, una forma più serpeggiante;
- costruzione di una vasca di contenimento da parte della ditta MES-DEA SA per evitare che, a seguito di eventuali incidenti industriali, sostanze dannose arrechino danni all’ambiente.

La genesi in breve

Qui di seguito sono elencati, in ordine cronologico, i principali eventi che hanno dapprima danneggiato l’area protetta, e in seguito disciplinato e attuato norme correttive per ripristinare, almeno in parte, gli habitat delle diverse specie:

- fino al 1894 l’attuale area protetta aveva una conformazione naturale con un fiume meandriforme e una zona paludosa;
- 1895: incanalamento di un primo tratto del fiume Laveggio. Aumento delle terre coltivabili e impoverimento della biodiversità;
- 1933: incanalamento di un secondo tratto del fiume Laveggio e ulteriore impoverimento della biodiversità;
- 1967: creazione dello stagno in zona Pra Vicc;
- anni ’70: maggior consapevolezza dell’importanza dell’ambiente e della necessità di proteggerlo;
- 1983: legge federale sulla protezione dell’ambiente;
- anni ’80: MES-DEA SA costruisce, sul proprio sedime, una vasca di contenimento che in seguito si trasforma in un piccolo stagno;
- 1992: emanazione della Direttiva europea 92/43/CEE "Habitat" a seguito della quale lo stagno in zona Pra Vicc è stato inserito nella rete Smeraldo;
- 2015: sottoscrizione da parte del Consiglio di Stato del decreto Molino-Colombera e rinaturalizzazione de corso del fiume.

 Viene valorizzata?

Anche in questo caso la risposta è affermativa. La valorizzazione del territorio avviene almeno su i tre seguenti livelli.

Attenzione esclusivamente rivolta all’ambiente

Nel caso specifico, gli enti pubblici e associazioni ambientaliste come il "WWF" e gli "amici per il territorio", valorizzano l’area mediante azioni concrete e rivolte esclusivamente in favore dell’ambiente. Oltre a non esserci nessun riscontro economico non vi è nemmeno un doppio fine.
In questo primo livello possiamo anche includere le diverse leggi emanate ai fini della protezione della natura.

Valorizzazione dell’area con ritorno non economico

Un secondo livello di valorizzazione lo si riscontra nelle attività promosse dalle associazioni e dagli enti pubblici per avvicinare l’utenza agli ambienti naturali. È ad esempio il caso dei cartelli posati lungo i sentieri che forniscono all’utenza interessanti informazioni sul luogo che li circonda. Sono però presenti ulteriori attività, come ad esempio il CardioWalk ed il circuito per le bici di lifetravel, che avvicinano le persone all’ambiente. Tutto ciò, oltre ad avere effetti benefici sulla salute delle persone, sensibilizza l’utenza sulla bellezza e sull’importanza dell’ambiente procedendo dunque in tal modo ad una sua indiretta valorizzazione.

Valorizzazione dell’area con ritorno economico

Un ulteriore livello di "valorizzazione" del territorio lo si riscontra in quelle aziende che pubblicizzano i loro prodotti mediante l’utilizzo di immagini del paesaggio.
Un primo esempio è Agriloro SA che pubblicizza le sue bottiglie di vino tramite illustrazioni di scorci di territorio raffiguranti vigneti. In questo caso la valorizzazione del territorio non è ovviamente fine a se stessa e non persegue obiettivi ideali ma è finalizzata alla promozione dei suoi prodotti.
Un secondo esempio è costituito da Rapelli SA, proprietaria di due marchi ben distinti, ovvero Rapelli e Ticinella. Per quanto concerne il marchio Rapelli, sebbene sui prodotti non siano riportate immagini o illustrazioni del territorio, quest’ultime sono visibili nei documentari inseriti all’interno del sito web che ritraggono il paesaggio di Stabio negli anni ’30 del secolo scorso. Tali immagini evidenziano l’attaccamento storico dell’azienda con il Mendrisiotto e, sebbene in modo indiretto, ne promuovono il territorio.
Per quanto riguarda il marchio Ticinella, Rapelli SA agisce in maniera analoga ad Agriloro SA. Sui suoi prodotti sono infatti riportate illustrazioni dei luoghi di stagionatura, ovvero il Castello di Montebello per i salumi e l’Alpe di Piora (vicino al laghetto del Ritom) per i prosciutti crudi. Nel sito web sono pure visibili immagini e video di tali luoghi.
Anche nel caso di Rapelli SA la valorizzazione del territorio è finalizzata alla promozione dei suoi prodotti. Tuttavia, l’azienda promuove attivamente anche il territorio, offrendo alla popolazione locale e ai turisti la possibilità di visitare autonomamente o mediante visite guidate i luoghi di stagionatura. In tal modo vi è un ritorno economico non solo per l’azienda ma, tramite il turismo, anche per tutta la regione.

 Viene inquinata? Se sì, tramite quali fonti?

La risposta a tale domanda dipende dalla tipologia di inquinamento alla quale si fa riferimento.

Inquinamento del terreno e dell’acqua

Per quanto concerne l’inquinamento riconducibile a potenziali sostanze nocive rilasciate nel terreno e nel fiume Laveggio, sulla base dai dati attualmente disponibili provenienti dal catasto cantonale dei siti inquinati, si può affermare che è pressoché inesistente.

Inquinamento fonico

Contrariamente all’inquinamento del terreno e dell’acqua, l’inquinamento fonico è presente in maniera costante sia di giorno che di notte sebbene con una differente intensità. In ogni caso il livello d’inquinamento fonico prodotto dalla combinazione delle varie fonti, principalmente le vie di comunicazione (strade ed in minima parte la ferrovia), rilevate in questa zona sfiora ma non supera i livelli massimi consentiti dalla legge.

Altre tipologie di inquinamento

Le altre tipologie di inquinamento, come ad esempio quello luminoso e dell’aria, non sono state trattate nell’ambito di questo lavoro.
Per quanto concerne l’inquinamento dell’aria, è tuttavia risaputo che nel Mendrisiotto i limiti massimi previsti dalla legge, soprattutto quelli relativi alle polveri fini, vengono purtroppo ripetutamente ed abbondantemente superati nel corso dell’anno.

 Quali esseri viventi sono messi a rischio dalla presenza eccessiva dell’uomo?

Si precisa che nella zona protetta non ci sono esseri viventi messi direttamente a rischio dalla presenza (eccessiva) dell’uomo.
Vi sono tuttavia specie la cui esistenza è messa indirettamente in pericolo dall’uomo tramite opere quali, ad esempio, l’incanalamento del fiume. Tra le specie maggiormente minacciate, ovvero quelle alle quali è stata assegnata un’alta priorità (e dunque minacciate o a rischio), vi sono:
- otto specie di uccelli su quattordici;
- una specie acquatica su tre;
- due specie vegetali su ventitré.

 Commento personale

Grazie a questa ricerca ho imparato molto sulla zona in cui vivo e ho sensibilmente approfondito le mie conoscenze sui diversi temi trattati. Per me è stato molto interessante ed istruttivo scoprire che spesso, dietro ad un apparente situazione statica e forse scontata, ci sono e/o ci sono state importanti interazioni tra uomo e natura. Nella maggior parte dei casi queste interazioni hanno però causato effetti negativi alla natura anche se poi, in tempi recenti, l’uomo ha tentato di rimediarvi.
Ho imparato inoltre, durante questa ricerca, il vero significato del termine "natura", che in parte usavo in modo improprio, e del termine "antropico" per il quale conoscevo solo parte della definizione. È stata per me una scoperta apprendere che vigneti, campi coltivati, ma anche lo stagno Pra Vicc non sono naturali. Trattandosi di territori modificati dall’uomo, non possono più essere considerati naturali, rientrando così nella definizione di antropico. In quest’ottica, per assurdo, non può essere definita naturale nemmeno la zona protetta tra Stabio e Genestrerio e nemmeno il bosco al suo interno.
Ne consegue quindi che il seguente schema annulla e sostituisce quello inserito nella panoramica.

Schema elaborato da Alex Mancinelli

PDF - 438.8 Kb

Le informazioni raccolte per questo lavoro sono state un’ulteriore conferma che l’uomo modifica, trasforma e modella il territorio unicamente in base ai propri bisogni spesso, ma non sempre, senza alcun riguardo per l’ambiente. È vero che, grazie alla crescente consapevolezza dell’uomo e del maggior rispetto dell’ambiente, negli ultimi decenni si è fatto molto a livello legislativo come pure a livello pratico. Sono tuttavia dell’opinione che comunque sia stato fatto troppo poco e troppo tardi per rimediare agli errori del passato.

Mi rendo conto che forse è utopico sperare che l’essere umano riesca a rimediare agli errori commessi in passato ai danni della natura anche se, in realtà, ci sono già progetti con tali obiettivi (vedi ad esempio il progetto di copertura del tratto autostradale di Airolo e Rivera). Tuttavia, tenuto conto della maggiore sensibilità per l’ambiente come pure delle leggi già in vigore per proteggerlo, rispetto al passato oggi c’è un maggiore equilibrio tra ambiente, industrie e zona urbana.
Sono dell’idea che uno sviluppo sostenibile della regione, e più in generale dell’intero pianeta, richieda uno sforzo maggiore in molteplici ambiti. Alcune delle questioni sulle quali ritengo più importante intervenire sono:
- riduzione e idealmente eliminazione di ogni tipo di inquinamento derivante dalle attività umane;
- interrompere la riduzione dei terreni naturali;
- intensificare la riconversione, laddove possibile, di zone urbane in zone verdi ma anche ricoprire il più possibile le regioni urbane con la flora, restituendo terreno alla natura;
- ridurre drasticamente il volume di rifiuti prodotti incrementandone il riciclaggio;
- comportamenti più coscienziosi degli individui finalizzati al risparmio energetico;
- sostituzione di apparecchi e mezzi con nuovi modelli a basso consumo energetico;
- abbandono delle energie fossili ed incremento di quelle rinnovabili;
- promuovere, finanziare e sostenere lo sviluppo tecnologico nei succitati ambiti.

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Progetto italiano di città foresta in Cina

Foto tratta dal sito asilonelbosco.com

 Ringraziamenti

Ringrazio moltissimo il Signor Daniele Provvedi, manager di FZSoNick SA, per aver gentilmente fornito informazioni e chiarimenti ulteriori riguardo FZSoNick SA e Alberto Martinelli, direttore del liceo di Mendrisio, per avermi permesso di sviluppare questo lavoro.

Per la lettura di un ulteriore capitolo clicca uno dei seguenti link:
- torna alla panoramica
- Mutamento del territorio e problematiche derivanti dall’uomo
- Linea ferroviaria
- L’essere umano e il suo impatto sulla natura
- Natura
- Il fiume Laveggio e lo stagno Pra Vicc
- Zona industriale di Stabio
- L’oasi
- Attività ricreative disponibili attorno allo stagno Pra Vicc
- Agriloro SA
- Biodiversità lungo il fiume Laveggio
- Sitografia

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