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Sviluppi recenti e impatto territoriale: i cluster del commercio al dettaglio e del magazzinaggio

venerdì 10 settembre 2021, di Chiara Martinelli

Ora vorrei concentrarmi brevemente sull’impatto territoriale.

La terra è considerata come uno dei beni principali per l’uomo, che il commercio/l’industrializzazione ha utilizzato negli anni, di cui le conseguenze si risentono in particolare a partire dal 1990 quando la pianura di San Martino inizia a trasformarsi profondamente. La pianura di San Martino è caratterizzata sia da fondi liberi, sia da fondi che ormai sono già stati occupati dalle aziende. Con il primo si intende una porzione di territorio che è ancora disponibile; dunque, sulla quale non si sono ancora costruite attività, ma non sempre lo si può utilizzare per questo scopo (non disponibile sul mercato)4. La regione di Mendrisio è considerata una delle più ampie, in quanto dispone di una percentuale leggermente più elevata di spazio verde libero (36%) rispetto alla media cantonale. In primo luogo, l’impatto sul territorio è riconducibile alla costruzione delle industrie. Approfondendo la questione, si è notato che negli anni 2000 sono nate nuove industrie più tecnologiche rispetto al passato, che si sono raggruppate le une vicino alle altre, creando delle zone in cui è presente una singola attività, i cosiddetti cluster (logistica) (Lo sviluppo economico di San Martino,Lo sviluppo commerciale di San Martino). In particolare a Mendrisio si concentrano quelli legati al commercio al dettaglio (moda e abbigliamento), del magazzinaggio e di attività di supporto ai trasporti4. Sono proprio loro che hanno aggravato la situazione del territorio, visto che per il bisogno di una maggiore superficie per costruire nuove infrastrutture hanno cominciato a proliferare senza controllo, ossia delle pianificazioni territoriali scoordinate. In generale si è notato che la superficie necessaria all’attività logistica ha un massimo di 10’000 mq (raramente superano i 20’000 mq che sono più frequenti nelle aree metropolitane). Anche il consumo del suolo risulta essere quasi il triplo rispetto alle altre attività industriali (118 mq rispetto i 303 mq)1. In questo caso è necessario che il cantone intervenga maggiormente per dare più omogeneità e coordinazione a livello regionale. Dunque, è necessario concentrare lo sviluppo su attività già esistenti, in modo da non degradare ulteriormente il territorio, cioè evitare di utilizzare fondi liberi e concentrarsi sulle zone già edificate o all’interno di nuclei (centri urbani)2. Oltre ai nuovi edifici a carattere industriale e commerciale, lo spazio di utilizzo delle attività tradizionali viene altresì eroso e frammentato dalle vie stradali necessarie a connettere le nuove attività.
Inoltre, essendoci un numero sempre più crescente di infrastrutture, non sempre esse hanno un impatto negativo sul territorio, ma lo producono anche gli insediamenti stradali (autostrada, strade secondarie), che hanno ridotto lo spazio d’utilizzo delle attività tradizionali, quali l’agricoltura, e frammentato ulteriormente quest’ultimo per collegare gli insediamenti3. Già ad oggi il problema sembra essere abbastanza grave, oltre a quelli legati al cambiamento climatico. Ma con lo sviluppo ulteriore dell’economia e del commercio non sembra risolversi o attenuarsi, di conseguenza diversi comuni, tra cui lo stesso Mendrisio ha iniziato a mobilitarsi su questo tema cercano di intraprendere progetti territoriali che salvaguardino il territorio e mantengano intatti gli spazi ad oggi rimasti (memoria storica del territorio, Mendrisio in particolare ha lanciato il seguente progetto Master Plan Una città diffusa?-Questioni urbanistiche). Il seguente tema è altamente intrecciato con la zona sensibile degli spazi verdi, per questo motivo non è utile approfondire qui la questione delle soluzioni future intraprese dai comuni, che saranno approfondite più avanti.

Note:

1. L’informazione e disponibile dal seguente sito: https://m4.ti.ch/fileadmin/DT/temi/piano_direttore/osservatorio_sviluppo_territoriale/rapporti/Rapporto_OST_Attivit%C3%A0_economiche_e_uso_suolo_2011.pdf
2. USI, Accademia di architettura. (2012). Prospettive di sviluppo territoriale per la regione Mendrisiotto e Basso Ceresio. Disponibile da http://www.ers-mb.ch/fileadmin/user_upload/documents/ERSMB_Prospettive_di_sviluppo_territoriale_Rapporto_Finale_20120531_PDF.pdf
3. Dipartimento del territorio del Canton Ticino. (2016). Programma di agglomerato del Mendrisiotto. Disponibile da http://www.crtm.ch/pdf/PAM3-Rapporto-Finale.pdf
4.Università della Svizzera italiana e Accademia D’architettura. Osservatorio dello sviluppo territoriale
Rapporto 2011
Mendrisio - Bellinzona, aprile 2012. Attività economiche e uso del suolo nel Cantone Ticino
2000 – 2010
. Disponibile da: https://m4.ti.ch/fileadmin/DT/temi/piano_direttore/osservatorio_sviluppo_territoriale/rapporti/Rapporto_OST_Attivit%C3%A0_economiche_e_uso_suolo_2011.pdf
Riguardo la zona sensibile commerciale:
L’area di San Martino: sviluppo urbanistico
Lo sviluppo commerciale di San Martino
Riguardo la zona sensibile delle vie di comunicazione:
La ferrovia
Panoramica:
Alla scoperta della pianura di San Martino: un centro multifunzionale

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