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Lo sviluppo commerciale di San Martino

venerdì 10 settembre 2021, di Chiara Martinelli

  Sommario  

Lo sviluppo industriale/commerciale in generale a Mendrisio va incontro a più fasi: dalle prime industrie legate alla ferrovia (seconda metà del XIX sec.), all’ “industria di frontiera” (seconda metà del XX sec.), fino ai relativi periodi di crisi (anni ’80/’90 fine dell’“industria di frontiera”), con la ristrutturazione e la rinascita industriale (anni 2000). Ad oggi, però, per colpa della continua urbanizzazione, subisce una forte pressione sul suolo. A San Martino, nella seconda metà del dopoguerra, inizia a svilupparsi negli anni ’60 “l’industria di frontiera”, essendo vicino al confine italiano. Da questo momento in poi i principali guadagni derivano principalmente dagli scambi tra frontiera svizzera e italiana, senza avere troppi rapporti con altri paesi. In questo periodo si accentua in modo preoccupante l’attività di contrabbando: alcuni prodotti d’uso quotidiano sono più vantaggiosi da una parte o dall’altra del confine (in Svizzera costavano meno prodotti come il carburante, il tabacco, il caffè, mentre in Italia lo erano prodotti come abbigliamento, carne, salumi). Ma ciò che ha veramente contribuito ad allargare il commercio era il costo minore della manodopera estera, per questo motivo la manodopera italiana viene sempre più impiegata nei processi di produzione (fabbriche). Ciò portò molte aziende Svizzere a delocalizzarsi1 in luoghi più vicini alla frontiera e periferiche (San Martino). Lo sviluppo industriale è favorito e facilitato con la costruzione dell’autostrada (anni’70), diventando il principale fattore di svolta nel modo di vivere. In questo modo le residenze abitative iniziano a espandersi anche fuori dai nuclei, formando dei quartieri periferici, nei quali la classe media impiegata nel terziario iniziava a trasferirvisi. Come esempio della nostra realtà possiamo riferirci al villaggio anfiteatro di Rancate. Dalla cartina possiamo notare che le abitazioni sono maggiormente raggruppate nel nucleo, mentre verso la periferia troviamo una residenza abitativa.

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Esempio di quartiere periferico
Rancate, residenza Anfiteatro

Il periodo degli anni ’80/’90, è caratterizzato da alcune piccole crisi. In primo luogo, ha termine “l’industria di frontiera” ed è a partire dal 1990 che si ha un vero e proprio cambiamento, nel quale la pianura inizia a trasformarsi, anche più velocemente. Infatti, ci troviamo di fronte ad un cambiamento nel contesto politico: al contrario del passato le barriere protettive dei mercati locali scompaiono e si accentua un capitalismo speculativo (libero mercato e il continuo consumo), nel quale le regioni entrano in competizione tra di loro per attirare una somma più ingente di capitale. Inoltre, nello stesso momento prendono piede la ristrutturazione aziendale2 e la privatizzazione3 di aziende pubbliche e la delocalizzazione di grandi industrie (la manodopera a basso costo si sposta dapprima verso l’Europa-orientale poi in Asia) e le industrie diventano sempre più tecnologiche. Come menzionato nell’articolo L’area di San Martino: sviluppo urbanistico l’economia si stagna per i motivi precedenti e i frontalieri diminuiscono. Nel periodo successivo (anni 2000) con l’introduzione degli accordi Bilaterali I (CH-EU), l’attività industriale rinasce: esse vengono equipaggiate con materiale più tecnologico. A partire dal 2006, dopo l’intervento di ulteriori accordi (Bilaterali II, incremento di imprese estere) i posti di lavoro aumentano come pure la manodopera italiana (da 20% a 29%)4. Dai grafici sottostanti si può notare come varia il frontalierato durante le fasi di sviluppo industriale.

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Addetti secondo la sezione economica
Annuario statistico ticinese (2021), sezione industria e servizi (pag.144)
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Grafico della manodopera estera
Annuario statistico ticinese (1970), sezione industriale (pag.208)
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Tabella della manodopera estera
Annuario statistico ticinese (1990), sezione industriale (pag.101)

Inoltre, nel Mendrisiotto si avvia un settore legato ai trasposti, collegato ad una nuova logistica (internazionale e avanzata). Tutto ciò si rafforza nella seconda metà degli anni duemila (2005) ed è identificabile come “rivoluzione logistica” 5. Tuttavia, i primi cambiamenti, a cui ho accennato, fanno parte della prima rivoluzione logistica (anni ’90). Con quanto detto sopra ci riferiamo alla seconda rivoluzione logistica, nella quale lo sviluppo è favorito dalla posizione di frontiera, le facili operazioni doganali e una condizione fiscale vantaggiosa. Di conseguenza si formano dei distretti logistici, legati al magazzinaggio e alle comunicazioni, dedicati sia al contesto locale, sia dedicati a livello di flussi internazionali. Essi però a San Martino sono più legati alla moda e all’abbagliamento riferiti ai grandi marchi di moda italiani.

 Note:

1. Delocalizzazione: trasferimento del processo produttivo, o di alcune fasi di esso, in aree geografiche o Paesi in cui esistono vantaggi competitivi. Questi consistono generalmente nel minore costo dei fattori produttivi e in particolare della manodopera. Tra i motivi che spingono le imprese alla d. vi sono anche le agevolazioni derivanti dagli incentivi […] o le possibilità di sfruttare i benefici che derivano dalla prossimità fisica a mercati più ampi o dinamici, oppure dall’opportunità di migliorare l’accesso a reti di fornitura […]. Disponibile da https://www.treccani.it/enciclopedia/delocalizzazione_%28Dizionario-di-Economia-e-Finanza%29/
2. Ristrutturazione: il complesso delle decisioni e delle azioni con cui si dà nuova struttura organizzativa a enti o imprese economiche, in relazione a determinate nuove o mutate esigenze. La crescente competizione sui mercati, la rapida evoluzione della domanda e delle modalità di commercializzazione dei prodotti […] comportano il continuo adattamento dell’azienda al mutato ambiente di riferimento […]. Disponibile da https://www.treccani.it/enciclopedia/ristrutturazione_%28Dizionario-di-Economia-e-Finanza%29/

3. Privatizzazione: processo economico e giuridico di trasferimento di un bene, di un’attività, di un soggetto dal regime di diritto pubblico a quello di diritto privato. Nel primo caso, la privatizzazione consiste nella vendita di beni pubblici a soggetti privati; nel secondo, più difficilmente riconducibile a un unico modello, nell’affidamento a soggetti privati di funzioni pubbliche […]; nel terzo nella trasformazione di un ente pubblico in persona giuridica privata […].
Disponibile da https://www.treccani.it/enciclopedia/privatizzazione/

4. I dati si riferiscono al seguente sito: https://m4.ti.ch/fileadmin/DT/temi/piano_direttore/osservatorio_sviluppo_territoriale/rapporti/Rapporto_OST_Attivit%C3%A0_economiche_e_uso_suolo_2011.pdf Inoltre, il Mendrisiotto contava nel 2008 35’300 posti di lavoro, tra il 2001 e 2008 ha avuto un incremento di lavori del +18.4%, ma con una forte componente frontaliera (54.1%). Però a fine 2010 arrivò alla soglia di 50’000 posti di lavoro. Disponibile da http://www.ers-mb.ch/fileadmin/user_upload/documents/ERSMB_Prospettive_di_sviluppo_territoriale_Rapporto_Finale_20120531_PDF
5. Logistica: con il termine si intende il complesso delle attività organizzative, gestionali e strategiche che, in un ente, struttura, azienda, governa i flussi di materiali e delle relative informazioni dall’origine presso i produttori-fornitori fino alla consegna-disponibilità dei prodotti finiti agli utenti-clienti e, laddove esiste, al servizio postvendita […]. Disponibile da https://www.treccani.it/enciclopedia/logistica_res-597d6682-9bc1-11e2-9d1b-00271042e8d9_%28Enciclopedia-Italiana%29/

 Riferimenti principali:

- USI, Accademia di architettura (2012), Prospettive di sviluppo territoriale per la regione Mendrisiotto e Basso Ceresio
- Dalle botteghe ai grandi centri commerciali. Evoluzione dei consumi e metamorfosi del territorio, Catalogo della mostra (Mendrisio, 29 marzo-23 giugno 2012), Ediz. Illustrata di Stefania Bianchi Renato Simoni Torricelli G. Paolo edito da Museo d’Arte Mendrisio, 2012.

Riguardo lo sviluppo commerciale:
Sviluppi recenti e impatto territoriale: i cluster del commercio al dettaglio e del magazzinaggio
L’area di San Martino: sviluppo urbanistico

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