Iperpaesaggi

Home > Risorse interne > Risorse Lavori di maturità 2021 > Risorse LM Martinelli Chiara > spazi verdi restanti

spazi verdi restanti

martedì 1 giugno 2021, di Chiara Martinelli

• sviluppo storico dell’area:
descrizione
• problmi:
ecologici e ambientali legati all’impatto commerciale e stradale
• utilizzo:
feste
l’utilizzo da parte della popolazione
cartine che mostrano il degrado e la riduzione degli spazi

In questo articolo intendo procedere con l’analisi delle zone agricole restanti sulla piana, in particolare concentrandomi sui problemi che l’industrializzazione ha causato. Prima, però, è utile descrivere brevemente il posto. Le zone verdi restanti sono contornate da due fiumi: il Laveggio e il Morée, sulla quale troviamo l’omonima Chiesa di San Martino risalente agli anni VII-VIII, uno degli edifici di culto cattolico più antichi del mendrisiotto e ristrutturata più volte nel corso della storia. Ad oggi, San Martino risulta essere un’area di difficile lettura, con l’addensamento di molte industrie, infrastrutture varie e centri commerciali, nella quale si contengono il posto con i frammenti dei vecchi terreni agricoli. Agli inizi degli anni ’70 era ancora un’area prettamente agricola, con terreni aperti e non edificati. Se nel resto di Mendrisio nei decenni successivi nascono i primi cambiamenti, la zona periferica di San Marino rimane invariata fino agli anni ’90, solo a partire da quegli anni avvengono importanti cambiamenti urbanistici. Intorno a Mendrisio, a partire più o meno del 1990 iniziano a sorgere nuovi punti di riferimento per la popolazione. Per esempio, a San Martino nel 1995 inizia la costruzione del Fox Town, considerato l’emblema della piana. È proprio grazie a questo edificio e il facilitamento della costruzione della super strada che la piana inizia a evolversi e a diventare più frequentata.
Nonostante ciò, sono iniziati anche i problemi, come in generale, quelli ambientali. Per questo motivo, viene definita come “uno dei peggiori esempi di disordine edilizio”1 (da notare le similitudini con la pianura di Pian Scairolo a Sud di Lugano). Detto ciò, vengono intrapresi ricorsi contro l’edificazione, troppo deboli contro i potenti investitori commerciali, che riescono a raggiungere in un modo o nell’altro i loro scopi (portare a termine il progetto), nonostante alcune vengano accolte. Solo a partire dagli anni 2000 si avrà il sostegno del Cantone (due iniziative vengono proposte: nel 2005 il blocco edilizio, mentre nel 2006 la perizia per misure pro-ambiente e strategie per migliorare la viabilità).Altre critiche affrontate dagli oppositori comprendono il fatto che lo sviluppo dell’area è stato lasciato senza redini, sotto gli stessi occhi del comune, senza prendere provvedimenti seri, distruggendo la funzione principale e tradizionale per far fronte alla continua crescita di negozi, diminuendo così gli appezzamenti destinati all’agricoltura. Oltre alle critiche, per alcuni esistono anche dei vantaggi: l’intervento delle industrie genera benessere e guadagno e garantisce un lavoro stabile a molte persone.
Andando nel dettaglio i problemi sono tipici di quelli di una città diffusa: disordine urbanistico, aumento degli ingorghi (ore di punta, giorni festivi, gironi prefestivi), rumore e inquinamento dell’aria. La situazione di sicuro non è facilitata dalla presenza di confini autostradali che aggravano questi inconvenienti, insieme alla mancanza di posteggi, che per anni sono stati una questione in primo piano da risolvere. Per rimediare agli sconvenienti il cantone ha cercato di intervenire, ma i risultati sono effimeri. In passato si sperava che con la riorganizzazione dello svincolo (in teoria funziona), i mezzi pubblici più collegati e con maggiori posteggi la situazione sarebbe migliorata. Osservando la situazione oggi giorno si può presupporre che questi interventi funzionano abbastanza bene.
Il verde restante non viene solo utilizzato per l’agricoltura, ma vi troviamo le serre, utilizzate ancora oggi, e i terreni dedicati alle zone di svago per la popolazione. Inoltre, questo spazio viene anche utilizzato per incontri tra cittadini, organizzazioni, eventi o feste comunali. La fiera di San Martino è la più antica del mendrisiotto, bisogna risalire fino al 1684 per la sua prima comparsa. È diventata una consuetudine tramandata fino ai giorni nostri. la si può vistare durante il mese di novembre, nella quale c’è divertimento, varie attività ed è molto bello per i bambini, visto che possono interagire con i vari animali che ci sono; oppure comprare prodotti regionali alle bancarelle tra salumi, formaggi, castagne, funghi e dolciumi. Può essere considerata come un ritrovo molto importante per mettere un freno ai ritmi frenetici della giornata e per passare una serata in compagnia. Oltre, all’utilizzo agricolo, spingendosi più in profondità possiamo trovare anche scuderie e le ultime industrie. Dopodiché ci sono gli ultimi spazi riservati al settore primario.

1. "Dalle botteghe ai grandi centri commerciali", articolo di Mauro Gilardi, "L’informatore", 23.12.1990.

Un messaggio, un commento?

moderato a priori

Questo forum è moderato a priori: il tuo contributo apparirà solo dopo essere stato approvato da un amministratore del sito.

Chi sei?
I tuoi messaggi

Per creare dei paragrafi indipendenti, lasciare fra loro delle righe vuote.

Iperpaesaggi è un concetto progettato e sviluppato dall'Institut d'Eco-Pédagogie e il Laboratoire de Méthodologie de la Géographie de l'ULg.
Sito realizzato da Robert Sebille.

You can choose your license or delete this article. It’s your choice.