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collegamenti stradali

martedì 1 giugno 2021, di Chiara Martinelli

• Accesso alla piana:
ferrovia: storia, sviluppo (Mendrisio, San Martino)
autostrada: storia, progetti (svincolo), conseguenze
strade secondarie

• Collegamenti all’area commerciale e agli spazi verdi restanti
Impatto ambientale
Benefici all’industria
carte per mostrate svincoli e strade

L’inizio di questo articolo verte sull’analisi degli accessi alla piana, prendendo in considerazione quelli principali. Si parlerà della loro storia e del impatto che hanno avuto sul commercio presente sulla piana. I punti di sbocco principali sono: l’autostrada che è il punto più recente (un importante sbocco per il commercio), la ferrovia, ma anche l’infinita rete di stradine che percorrono la piana e che la rendono maggiormente caotica. Il processo di modernizzazione in generale nel Mendrisiotto è avvenuto più tardi rispetto al resto della Svizzera. Con l’intervento dell’autostrada, degli svincoli e le rotonde, la piana inizia a riempirsi e ad avere uno sviluppo veloce ed intenso.
Iniziamo a parlare della ferrovia. Il suo intervento nell’ottocento è di sicuro ciò che attrae nuovi commerci e manifatture intorno ad essa. Infatti, nella seconda metà XIX la ferrovia determina i primi insediamenti industriali (considerati ridicoli rispetto ad oggi). A Mendrisio venne aperta nel 1882 all’inizio copriva la tratta Chiasso-Biasca, dal 1996 copre alcune tratte italiane fino a Milano (Varese, Castellanza Valmorea). La fermata San martino viene formata nel 2013 per facilitare l’afflusso di persone. Essa è un importante linea collegata al Gottardo che attira un maggiore flusso di persone, commerci e nuove possibili fabbriche da costruite lì vicino.
Considerando invece l’autostrada nel 1966 viene carta la prima linea autostradale A2, diventando il principale impulso di cambiamento nel modo di vivere e di abitare. Possiamo dire che ci sono stati degli effetti analoghi a ciò che è avvenuto in America, ma con 20 anni di ritardo. Negli Stati Uniti verso gli anni ’40 abbiamo la creazione, da parte di Moses, della rete autostradale e delle autostrade urbane per far fronte all’evoluzione della meccanizzazione. Prende così avvio il processo fuga dai centri per soprastarsi alle periferie. A Mendrisio succede il medesimo processo, la popolazione impiegata nel terziario esce dai nuclei insediandosi nei centri suburbani. Inoltre, negli anni ’70, l’autostrada favorisce lo spostamento delle industrie nelle zone periferiche, rendendola, rispetto a prima un luogo maggiormente edificato.
Per quanto riguarda gli svincoli autostradali, si può notare che nel corso degli anni se ne sono susseguiti molti, sempre nelle stesse zone oppure sono stati riprogettati quelli già esistenti per renderli più agevoli e accogliere un flusso maggiore di traffico, che rimane sempre molto intenso. Infatti negli anni ’70 si ha il completamento del primo svincolo. Nel 1990 lo sviluppo di un altro svincolo per il flusso della superstrada. Mentre, negli anni 2000 inizia la riorganizzazione dello svincolo che aumenta il flusso di traffico e si collega alle infrastrutture. Il flusso ingente di traffico preoccupa le autorità cantonali, che non sanno come risolvere il problema. I primi piani dello svincolo sono pronti tra il 2005-2006, presentati all’Ufficio federale per essere approvati e finanziati. Passano poi al Dipartimento federale dei trasporti per l’approvazione. Ma ancora nel 2006 si deve finalizzare il progetto con una spesa superiore ai 50 milioni i franchi. Negli anni 2000 l’ampliamento e la riorganizzazione sono necessari per collegare l’ingente flusso di traffico che proviene dalla superstrada di Stabio fino all’A2, ai centri commerciali e alle industrie. Nel 2008 si ha la fine del progetto di massima, ma è fuori scala per la piccola pianura. Con il progetto le strade vengono ampliate fino a quattro corsie, vengono create rotonde, che modificano le vie tradizionali dei paesi vicini. Allo stesso tempo sorgono diverse critiche: pericoli ambientali, non è necessario sviluppare maggiormente un’area già complessa, bisogna evitare il degrado urbano, non si deve favorire il flusso di traffico facilitando le entrate ai negozi. Le opposizioni allo svincolo sono forti, per placarle il Cantone introduce misure ambientali effimere. Ma c’è chi lo vuole a tutti i costi, per questo motivo, nel 2010 si sollecitano le autorità ad approvare l’iniziare dei lavori. Per colpa dei ricorsi fatti dai privati, lo svincolo ritarda per molti anni fino a che nel 2013 inizio i lavori.

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