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Zona industriale di Stabio

lunedì 27 dicembre 2021, di Alex Mancinelli

Breve cenno su alcune aziende presenti nella zona industriale di Stabio (che si estende su una superficie di circa 7.5 km quadrati), la loro interazione con territorio e un approfondimento relativo a FZSoNick SA.

 Zona industriale di Stabio

È una delle zone industriali presenti nel Mendrisiotto nella quale si sono insediate diverse aziende, di cui alcune molto rinomante, i cui prodotti, oltre ad essere venduti all’interno della Confederazione, vengono anche esportati all’estero.
Dalla foto seguente è possibile comprendere l’estensione territoriale della zona e la sua vicinanza allo stagno Pra Vicc.

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Zona industriale di Stabio

Mappa ripresa da geo.admin e rielaborata da Alex Mancinelli

Su una superficie di circa 7.5km2 (evidenziata in blu nella cartina), sono presenti aziende attive in diversi settori ma, principalmente, in quello metallurgico, alimentare e abbigliamento.
Da un punto di vista storico, tra le aziende che sono particolarmente legate al territorio spicca indubbiamente Rapelli SA, principale produttrice di salumi ed affettati in Ticino. Sebbene la società anonima sia stata costituita nel 1952, in realtà l’azienda Rapelli è presente a Stabio sin dal 1929.
Con il passare del tempo altre aziende internazionali si sono insediate nella zona. Tra i principali motivi possiamo sicuramente elencare i seguenti:

- disponibilità di manodopera qualificata e a basso costo (frontalieri);
- prossimità a molteplici, efficienti e ben interconnesse vie e mezzi di trasporto (logistica);
- stabilità economica e politica del paese;
- facilità di contatto con le varie Istituzioni;
- agevolazioni fiscali;
- non ho riscontrato nessuna evidenza di aziende insediatesi nel territorio per motivi ambientali.

Tra le aziende insediatesi sul territorio possiamo citare: la Montanstahl AG, azienda metallurgica produttrice di profili di acciaio e materiali da costruzione, la VF Corporation, azienda internazionale di capi di abbigliamento sportivo e la FZSoNick SA, produttrice di batterie.

Qual è l’impatto territoriale di queste aziende?

Premetto che oggi come oggi ci sono disposizioni legali che impediscono alle aziende, come pure ai privati cittadini, di inquinare l’ambiente. Il fiume Laveggio, di principio, è quindi tutelato dal rischio di inquinamento e non presenta problematiche di questo genere. Fanno eventualmente eccezione incidenti, gesti criminali o aziende che, agendo nell’illegalità, provocano enormi danni ecologici come quelli purtroppo avvenuti più volte sul Pian Scairolo.
A tal proposito il cantone allestisce un censimento delle varie tipologie dei siti inquinati (siti aziendali, siti di deposito, siti di incidente e impianti di tiro) che poi riporta in un specifico catasto che viene costantemente aggiornato. Come figura dalla cartina del catasto riportata qui di seguito, nella zona industriale stabiense non risultano siti inquinati eccezion fatta per lo stand di tiro evidenziato da un punto rosso. Qui di seguito riporto la cartina tratta da www.oasi.ti.ch

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Cartina dei siti inquinati
Queste aziende valorizzano il territorio?

Differentemente da quanto fatto da associazioni ed enti pubblici, dalle informazioni raccolte non ho riscontrato evidenza di un ruolo attivo delle aziende nella valorizzazione del territorio. D’altra parte gli enti pubblici ed alcune associazioni hanno tra i loro scopi anche quello di promuovere e valorizzare il territorio. Al contrario, ad eccezione delle aziende no profit, lo scopo principale di qualsiasi impresa è quello di massimizzare i profitti. Spesso questo coincideva, durante tutta la storia dell’essere umano nell’Europa occidentale, in una totale non curanza dell’ambiente che ne ha risentito, in modo particolare, dalla rivoluzione industriale. Solamente dopo gli anni ’70 del secolo scorso le aziende hanno iniziato a rispettare maggiormente l’ambiente, spesso perché obbligate da norme legislative stringenti che imponevano ad esempio installazione di depuratori e filtri a protezione dell’aria e dell’acqua. Negli ultimi anni, grazie a una sempre maggiore consapevolezza e sensibilità verso la natura a livello mondiale, molte aziende hanno iniziato volontariamente ad implementare ulteriori misure di protezione ambientali sacrificando una parte dei loro guadagni.
Pertanto, sebbene dalle informazioni raccolte le aziende presenti nella zona industriale di Stabio non si occupano attivamente della valorizzazione del territorio, è comunque ammirevole il fatto che alcune esse sono particolarmente sensibili ed attente a questo tema ambientale ed ecologico.
Una di queste è FZSoNick SA che verrà trattata nel prossimo capitolo.

 FZSoNick SA, produttrice e distributrice di batterie

Oltre alle motivazioni succitate, il motivo per il quale tratterò quest’azienda consiste nel fatto che è visibile dalla foto panoramica presente nelle prime pagine di questo lavoro di maturità. Inoltre, tra le aziende della zona, è una delle più vicine ed a stretto contatto con la riserva naturalistica. Infine, dalla mappa satellitare, si nota la presenza di uno stagno che si trova nel sedime adibito a posteggio adiacente all’azienda. Per maggiori informazioni sull’origine e sulla funzione dello stagno rimando al capitolo "Lo stagno".

 FZSoNick SA, origini e legami con il progetto VEL

FZSoNick SA è un’azienda attiva nel settore industriale di produzione di batterie e ha avuto origine il 29.01.2010 dal conferimento di un ramo di attività da parte di MES-DEA SA (rinominata il 13.09.2011 in CEBI SWISS SA).
Per informazione, MES-DEA SA è stata costituita il 11.02.1999 con lo scopo di produrre e commercializzare componentistica per veicoli elettrici e batterie di trazione ad alta energia. Verosimilmente la nascita di questa società è da mettere in relazione al progetto VEL (fino al 2001 acronimo di "veicoli elettrici" ed in seguito acronimo di "veicoli efficienti leggeri"), nato a seguito della sempre peggiore qualità dell’aria in Svizzera. A seguito di tale situazione l’UFE (Ufficio Federale dell’Energia) ha indetto nel 1994 un concorso per scegliere un comune svizzero dove condurre un progetto-pilota sui veicoli elettrici. Mendrisio fu il comune scelto per questo scopo, nacque così il Progetto VEL Ticino.
La prima fase del progetto si svolge dal 1995 al 2001 ed è proprio in tal periodo che è stata creata MES-DES SA.

 Rischio potenziale per l’ambiente

Questa tipologia di attività industriale potrebbe essere potenzialmente nociva per l’ambiente, per la popolazione e potrebbe anche risultare molto inquinante e pericolosa per il territorio. Tra i maggiori rischi potenziali per l’ambiente, e non solo, possiamo sicuramente evidenziare quanto segue:

- possibili esplosioni derivanti da reazioni chimiche errate;
- rilascio nel terreno di sostanze nocive a seguito di eventuali perdite negli impianti industriali durante la fase di produzione o di stoccaggio delle batterie.

Nell’eventualità in cui si verificasse uno degli eventi sopracitati, o un qualsiasi altro incidente industriale di pari gravità (come ad esempio la fuoriuscita di eventuali gas tossici) il terreno circostante subirebbe gravi contaminazioni. Nella peggiore delle ipotesi una zona molto più vasta potrebbe essere toccata dall’inquinamento, venendo trasportato per vie aeree e/o tramite l’adiacente fiume Laveggio. Quest’ultimo diffonderebbe l’inquinamento lungo tutto il corso fino a raggiungere il lago Ceresio.

Per prevenire tutti questi scenari la FZSoNick SA si è posta un obiettivo molto preciso ed ha anche messo in atto varie azioni di protezione dell’ambiente, in parte volontarie ed in parte imposte dallo Stato.

Profitti sì, ma... "green"

Come tutte le aziende a scopo di lucro, anche FZSoNick SA ha l’obiettivo di realizzare più profitti possibili ma, nel suo caso, non a discapito dell’ambiente.
Oltre ad un notevole investimento di tempo, ciò richiede anche molte risorse finanziarie poiché raggiungere tale obiettivo implica maggiori costi per l’azienda e controlli periodici da parte di terzi.

 Azioni di protezione dell’ambiente da parte dell’azienda

Come intende tutelare l’ambiente

L’azienda ha un’idea fondamentale sulla quale si basa per svolgere ogni compito ed ogni attività, cioè tentare di convincere le persone a utilizzare energie sostenibili e sicure, ottenute tramite l’utilizzo coscienzioso delle risorse naturali senza sprechi inutili.
Inoltre supporta il processo di decarbonizzazione1 contribuendo a rendere l’ambiente più pulito, e in ultima analisi, completamente sostenibile.

Come intende agire concretamente?

Come da informazioni pubblicate da FZSoNick SA nel suo sito web, quest’ultima intende contribuire a salvaguardare e a proteggere l’ambiente tramite le seguenti azioni e politiche ambientali:

- salvaguardare l’ambiente non solo minimizzando, ma addirittura cercando di portare a zero le emissioni delle proprie attività aziendali;
- programmare le proprie attività ricercando un equilibrio tra iniziative economiche ed esigenze ambientali;
- avere una particolare attenzione all’innovazione in ambito energetico per stare al passo con i tempi;
- rispetto delle disposizioni di legge, dei regolamenti e degli standard nazionali e internazionali;
- processi nuovi o sostanzialmente migliorati in base ai fattori ambientali, di sicurezza e di efficienza;
- raggiungere tali obiettivi eliminando o, per lo meno, minimizzando il più possibile i rischi di incidenti industriali (ad esempio esplosioni nei processi produttivi);
- usufruire di una tecnologia sicura;
- 100% di riciclabilità dei prodotti commercializzati.

Allo scopo di meglio approfondire le informazioni contenute nel sito web, ma anche nell’intento di sottoporre ulteriori domande di diversa tipologia, ho ritenuto necessario contattare direttamente l’azienda.

Qui di seguito riassumo le preziose informazioni che mi sono state gentilmente fornite dal signor Daniele Provvedi, EHS2 manager di FZSoNick SA.
Intervista svolta tra il 2.8.2021 ed il 3.8.2021 tramite e-mail.

Minimizzazione dell’impatto ambientale delle attività e dei processi utilizzati a questo scopo

Da sempre l’attività aziendale tiene in considerazione le ripercussioni e gli impatti negativi sull’ambiente derivanti dai suoi prodotti.
Quest’ultimi, cioè batterie di vario genere, sono tra l’altro gli unici sul mercato energetico ad essere completamente riciclabili e green.
Tra l’altro, a dimostrazione della forte vocazione ambientale, nel 2016 FZSoNick SA ha ricevuto la certificazione ISO 14001. L’ottenimento di quest’ultima è subordinato al rispetto di tutta una serie di criteri che l’azienda deve analizzare, valutare e costantemente monitorare allo scopo di eliminare o ridurre il più possibile l’impatto ambientale di ogni fase all’interno di ogni singolo processo aziendale.
Inoltre, per mantenere questa certificazione, è necessario definire gli obiettivi di miglioramento dell’azienda e dimostrarne il raggiungimento anno dopo anno tramite controlli periodici. Questi obiettivi coinvolgono quindi ogni processo aziendale che ha un suo piano di miglioramento organizzato e gestito tramite l’aiuto delle risorse di qualità e ambiente presenti all’interno dell’azienda.

Maggiori info su ISO 14001.

Lo smaltimento dei rifiuti aziendali

Lo smaltimento dei rifiuti avviene conformemente alle normative svizzere (DATEC3, OTRIF4,...), in base alle quali i rifiuti vengono identificati e classificati per codice CER5 e successivamente vengono raccolti e suddivisi in base ai criteri specifici ed in fine inviati nei rispettivi centri di raccolta di competenza.
Uno degli obiettivi aziendali è quello di ridurne la quantità e di incrementarne costantemente il riciclo.

Lo stagno

Dalle immagini satellitari (di cui qui di seguito ne riporto una foto) si nota che su un terreno adibito a posteggio adiacente all’immobile dove si trova FZSonick SA, è presente uno stagno.

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Stagno privato sul sedime adiacente a FZSonick SA

Cartina tratta da geo.admin.ch e rielaborata da Alex Mancinelli

Riguardo a quest’ultimo il signor Provvedi mi ha riferito che non è naturale e venne costruito negli anni ’90 dalla ditta MES-DES SA, quando vennero edificati i due stabili industriali.
La MES-DEA SA era una ditta produttrice di veicoli elettrici. Allo scopo di prevenire inquinamenti delle acquee del Laveggio e su imposizione del Cantone, costruì questo stagno, pensandolo come vasca di contenimento di eventuali fuoriuscite di rifiuti.
Inoltre, questa zona verde costruita sul terreno aziendale, rimase tale e non fu utilizzata come ampliamento del parcheggio perché il Comune di Stabio lo impose quale compensazione per gli stabili costruiti nell’intento di evitare una eccessiva cementificazione del terreno.
Questo è un esempio di come a volte azioni intraprese per risolvere problemi interni, hanno poi un risvolto positivo in ambito ambientale.

Motivazioni pratiche nel mantenimento di questo stagno sul sedime

Per l’azienda la funzione principale dello stagno è quella di contenere eventuali riversamenti di sostanze pericolose. Nella foto seguente è possibile intravvedere un tubo che conferma il fatto che trattasi di una vasca di contenimento.

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Tubatura di scarico di eventuali sostanze nocive nello stagno privato

Foto scattata da Alex Mancinelli

Nella speranza che questa vasca di contenimento non venga mai utilizzata per la sua funzione originaria, lo stagno che nel frattempo si è creato al suo interno può essere utilizzato come eventuale luogo di riposo, provvisto di panchine e cestini, per i dipendenti dell’azienda.

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Piccola panoramica dello stagno privato

Foto scattata da Alex Mancinelli

Per la lettura di un ulteriore capitolo clicca uno dei seguenti link:
- torna alla panoramica
- Mutamento del territorio e problematiche derivanti dall’uomo
- Linea ferroviaria
- L’essere umano e il suo impatto sulla natura
- Natura
- Il fiume Laveggio e lo stagno Pra Vicc
- L’oasi
- Attività ricreative disponibili attorno allo stagno Pra Vicc
- Agriloro SA
- Biodiversità lungo il fiume Laveggio
- Ricapitolazione e conclusioni
- Sitografia


1. Definizione:è il processo di riduzione del rapporto carbonio-idrogeno nelle fonti di energia.

2. EHS manager: si occupa della pianificazione, implementazione, monitoraggio e ottimizzazione dei processi operativi nei settori della gestione ambientale, della protezione della salute e della sicurezza sul lavoro.

3. DATEC: Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni.

4. OTRIF: Ordinanza sul traffico di rifiuti.

5. I Codici CER sono delle brevi stringhe numeriche composte da 6 cifre, raggruppate all’interno del catalogo europeo dei rifiuti (dal quale prendono l’acronimo CER): “qualsiasi sostanza od oggetto che rientri nelle categorie riportate nell’allegato I e di cui il detentore si disfi o abbia deciso o abbia l’obbligo di disfarsi”.

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