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Bosco

martedì 9 novembre 2021, di Matteo Meroni

La vegetazione all’interno della valle è notevolmente diversificata, fino verso gli 800 metri d’altezza i versanti sono ricoperti da un bosco misto di latifoglie, più in alto il bosco è prevalentemente composto da faggi che gradualmente cedono il posto a cespugli e a prati per i pascoli. Raramente nella valle le piante ad alto fusto superano i 1300 m questa è una particolarità dovuta principalmente al forte disboscamento degli anni precedenti alla legge federale sulle foreste del 1877. La legge infatti era volta alla salvaguardia del bosco, questo perché vi si accingeva in maniera spropositata per ricavare legname da vendere o per far spazio ai pascoli. le problematiche dell’eccessivo disboscamento che hanno portato all’introduzione della legge del 1877 riguardavano tutta la Svizzera e quest’ultime erano legate principalmente alla pericolosità che rappresentavano i terreni disboscati. Infatti senza il bosco e gli alberi che con le radici trattengono il terreno vi è una maggiore probabilità che il terreno frani, ed è anche perciò che nella valle furono costruiti diversi terrazzamenti con il fine di ancorare il terreno e prevenire frane altre ovviamente allo scopo di tipo agricolo che avevano.
Il bosco ricopre uno spazio importante non solo sui pendii della valle ma con il tempo si è avvicinato sempre più ai centri abitati, il territorio del comune di Muggio è per 2/3 coperto da bosco, i terrazzi e i prati che un tempo circondavano il villaggio sono
stati gradualmente inglobati nel bosco. Anche quello che era il vecchio paesaggio culturale cioè plasmato a specchio dell’attività pastorale e della campi cultura sta sparendo, la storia e la particolarità di questa regione sta venendo inghiottita dal bosco con la conseguenza che il paesaggio si sta sempre di più omogeneizzando. Il problema di ciò e che il bosco non può essere lasciato a sé stesso e libero di crescere soprattutto se esso si trova in prossimità di centri abitati. Il bosco in prossimità dei villaggi può rappresentare un pericolo se non controllato in caso, per esempio, di forti venti si possono verificare cadute di alberi in zone abitate. Oggi a differenza di ottant’anni fa in cui il bosco era tenuto lontano dai centri abitati grazie alle attività agricole, bisogna che siano imprese forestali come la Afor (Azienda forestale regionale), ad occuparsi di esso con la conseguente spesa che grava sulla collettività e sui privati. Le spese di manutenzione e di risanamento dei boschi sono molto costose e possono coinvolgere grandi porzioni di territorio. Inoltre, il bosco se lasciato a uno sviluppo incontrollato può arrivare ad essere considerato invasivo e anti producente per quanto riguarda il paesaggio naturale. La biodiversità della valle è messa a rischio contrariamente a quello che si può pensare proprio dallo stesso bosco, infatti, il sottobosco e scarso di vegetazione e quasi sempre ricoperto da foglie in piena contrapposizione con un prato vario di fiori colori. Il termine disboscamento ha assunto un significato negativo, infatti è spesso associato a ciò che succede nelle foreste equatoriali, cioè la sua forma selvaggia. Invece esso può rappresentare un importante strumento per regolare il rapporto tra uomo e vegetazione.

Questa foto di Muggio (tratta dal museo etnografico della Valle di Muggio) mostra bene come non vi sia più una chiara distinzione tra quello che è territorio agricolo e abitato.

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