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Stagno Pra Vicc: geografia di un fragile equilibrio

venerdì 5 novembre 2021, di Alex Mancinelli

La seguente panoramica, scattata tra il fiume Laveggio e la zona industriale di Stabio, mette in evidenza le principali aree territoriali che verranno toccate e analizzate da questo lavoro di maturità.

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Stabio, Santa Margherita zona Prella Zona di smistamento merci della ferrovia Stagno del fiume Laveggio Svago sul territorio zona industriale di Stabio Agriloro


Foto scattata da Alex Mancinelli

 Obiettivo della ricerca

L’obiettivo principale di questo lavoro, e più precisamente la chiave di analisi geografica, è quello di mettere in evidenza sia le presenze antropiche sul territorio sia quelle naturali e di analizzare le loro interazioni.
Nello specifico, da un lato verranno trattati gli insediamenti costruiti nelle vicinanze dello stagno Pra Vicc e del fiume Laveggio, dall’altro le zone verdi boschive bagnate da quest’ultimo.

Le domande alle quali la ricerca tenterà di rispondere sono quindi le seguenti:

- sono state implementate delle politiche di protezione per la zona in generale e per lo stagno Pra Vicc in particolare? In caso affermativo, qual è stata la genesi che ha portato all’attuazione di tali politiche?
- l’area attorno allo stagno Pra Vicc viene valorizzata?
- l’area nelle vicinanze dello stagno Pra Vicc viene inquinata? Se sì, tramite quali fonti?
- quali esseri viventi sono messi a rischio dalla presenza eccessiva dell’uomo?

Inizialmente era mia intenzione riassumere in maniera estremamente sintetica il progetto mediante il sottostante schema. Nel corso dello svolgimento di questo lavoro mi sono però reso conto che la realtà è ben diversa. Per lo schema che la rappresenta in maniera più fedele si rimanda alle conclusioni.

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Schema divisorio di ciò che consideravo naturale e dell’uomo

Schema elaborato da Alex Mancinelli

PDF - 382.1 Kb

 Perché proprio il Laveggio?

Prima di entrare nel merito dell’analisi vorrei spendere un paio di parole per spiegare il motivo per il quale ho scelto proprio questa regione. Tutto è riconducibile al mio legame sentimentale con questo luogo che frequento sin dalla mia infanzia.
Ad essere sincero, da bambino il mio interesse non era principalmente rivolto alla riserva naturalistica del WWF situata in zona “Prella”, quanto piuttosto dall’adiacente campo volo frequentato da aeromodellisti della zona, ma anche provenienti dall’estero.
La mia attenzione era quasi completamente rivolta agli stupendi e coloratissimi modellini di aeroplano e di elicottero identici, fin nei più piccoli dettagli, agli originali. Crescendo, questo interesse è però progressivamente diminuito mentre è aumentata la passione, per la natura in generale e, in particolare, per la succitata riserva naturalistica.
Da ragazzino, insieme ai miei genitori, iniziai a frequentarla molto più spesso e regolarmente per quelle che, a suo tempo, mi sembravano lunghe ma rilassanti passeggiate. Spesso e volentieri ci andavo anche con mio nonno e mi ricordo che, oltre a divertirci un mondo a rincorrerci con la bicicletta, con la scusa di fare una sorta di caccia al tesoro, andavamo alla scoperta di ogni specie animale e vegetale endemica.
Tale assidua ricerca ha sicuramente contribuito a sviluppare in me una sempre maggiore curiosità per la natura in generale e in particolare per la flora e fauna presenti nella regione. Il problema però è che, nel contempo, era anche fonte di guai. Infatti, mi prendeva a tal punto che a volte, ricercando qualcosa di nuovo, mi rendevo conto di essermi cacciato in un pantano solamente quando, tornando a casa con i vestiti infangati, mia mamma iniziava a inveire contro di me e soprattutto contro mio nonno… pace all’anima sua!
Ad ogni modo, sebbene la mia attenzione fosse principalmente attratta dai volatili, tutti estremamente affascinanti, variopinti e con un cinguettio straordinariamente melodico, ero molto incuriosito anche dai piccoli, timidi ma allo stesso tempo molto curiosi anfibi, che rimanevano nascosti sotto i tronchi o nei canneti.
Quando torno in quei luoghi mi riaffiorano i ricordi e le forti contrastanti emozioni vissute con mio nonno. Da un lato, quest’oasi (che poi tanto oasi non è, ma ne parlerò in seguito) di pace mi trasmette tranquillità e serenità e, dall’altro, eccitazione per gli imprevedibili avvistamenti faunistici.
Purtroppo però, a seguito della mia accresciuta sensibilità ecologica, ad oggi si sono aggiunti altri sentimenti e tutti fortemente negativi causati dalla presenza di insediamenti industriali a ridosso di questo luogo idilliaco.
Infatti, spostando lo sguardo da questa piccola oasi di bellezza e rivolgendolo poco più lontano, si notano dapprima zone verdi create dall’uomo (campi agricoli e vigneti) e più in là le industrie, la ferrovia ed altri insediamenti che modificano profondamente l’ambiente e cozzano fortemente con questo paradiso naturale.
Tutto ciò mi trasmette un profondo senso di tristezza e amarezza.

 Mappa del sito

Gli argomenti trattati nei capitoli contenuti nel presente documento sono interconnessi. Qui di seguito figura, in forma grafica, la correlazione tra i diversi capitoli.

PNG - 650.2 Kb
correlazioni possibili tra i documenti

Schema elaborato da Alex Mancinelli

Per la lettura di un ulteriore capitolo clicca uno dei seguenti link:
- Mutamento del territorio e problematiche derivanti dall’uomo
- Linea ferroviaria
- L’essere umano e il suo impatto sulla natura
- Natura
- Il fiume Laveggio e lo stagno Pra Vicc
- Zona industriale di Stabio
- L’oasi
- Attività ricreative disponibili attorno allo stagno Pra Vicc
- Agriloro SA
- Biodiversità lungo il fiume Laveggio
- Ricapitolazione e conclusioni
- Sitografia

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