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Linea ferroviaria

lunedì 27 dicembre 2021, di Alex Mancinelli

La prima linea ferrovia che toccava questa zona era denominata della Valmorea, che collegava l’Italia con la Svizzera, è una delle infrastrutture più vicine alla riserva naturale e dista meno di mezzo chilometro da questa isola verde.

 Piccola curiosità...

In origine la linea ferroviaria, che si estende da Castellanza (provincia di Varese) a Mendrisio, non apparteneva alla Svizzera, bensì alle ferrovie Nord Milano.

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Linea ferroviaria della Valmorea alla sua massima estenzione

Mappa tratta da wikipedia

L’apertura della ferrovia della Valmorea avvenne su un breve periodo di tempo. Infatti, tra il 1904 e il 1926 venne progressivamente aperta man mano che la tratta si allungava. Il 28 giugno 1926 fu anche aperta la tratta che collega Valmorea (Comune italiano della provincia di Como) a Mendrisio, costituendo un’importante via di comunicazione internazionale (sia per lo spostamento di merci che di viaggiatori).

Dopo nemmeno due anni dalla sua massima estensione, e cioè nel 1928, il governo fascista ordinò la chiusura della ferrovia della Valmorea, interrompendo così il collegamento con la Svizzera e chiudendo la frontiera di Santa Margherita di Stabio. Sebbene ormai privata della sua funzione di collegamento internazionale, in territorio svizzero la ferrovia rimase in uso come raccordo industriale per soli servizi merci al fine di aiutare lo sviluppo industriale regionale.

A causa di moltissimi depotenziamenti avvenuti nei decenni seguenti, sul territorio italiano questa linea ferroviaria cadde quasi in completo disuso. Infatti, Dopo circa un ventennio, nel 1952, venne abolito il servizio passeggeri sin lì garantito da un unico treno a vapore e, successivamente, ci fu la chiusura totale anche del traffico merci nel 1977. Annullando di fatto il motivo della sua costruzione iniziale, e cioè via di collegamento internazionale.

Grazie al Club del San Gottardo 1 e all’Associazione Amici della Ferrovia Valmorea 2, nel 1990 ebbe inizio un progetto di recupero della linea ferroviaria. Questo venne fatto con il fine di preservare la linea ferroviaria per motivi storici e per aumentare l’offerta turistica. A tale scopo venivano utilizzati treni d’epoca. Durante gli anni ’90 la tratta Stabio-Mendrisio passò invece in gestione alle FFS che l’hanno mantenuta attiva inizialmente solo per treni merci.
Inizialmente, tale tratta era aperta solo per treni merci. Tra il 2008 e il 2014, grazie ad ulteriori adattamenti necessari come ad esempio l’elettrificazione e il raddoppio della tratta, fu di nuovo possibile utilizzarla per il trasporto di passeggeri tra Mendrisio e Stabio. Il potenziamento della tratta sul suolo elvetico fu eseguito in concomitanza con un analogo potenziamento sul territorio italiano.
Grazie a questi lavori dal 2018 è stato realizzato il collegamento internazionale che, da Mendrisio, permette di raggiungere Varese e l’aeroporto di Malpensa, facilitando moltissimo gli spostamenti dei viaggiatori e specialmente dei pendolari.

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Linea ferroviaria odierna passante per Stabio

Attuale linea ferroviaria che collega Mendrisio a Malpensa
Foto tratta da Trenonord

  Perché costruirla qui?

Il territorio pianeggiante, ideale per questo mezzo, venne drenato delle sue paludi e questo nuovo spazio venutosi a creare si rivelò perfetto per la costruzione di una ferrovia.

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I rilievi del territorio nella zona di Stabio

Cartina tratta da geo.admin.ch

La ferrovia è un infrastruttura di trasporto costruita dall’uomo ed utilizzata per collegare le varie località. La sua realizzazione dipende dalle potenziali relazioni tra insediamenti e dal contesto morfologico.
Come possibile vedere in questa cartina, la tratta ferroviaria si trova in una regione pianeggiante molto ampia delimitata in entrambi i lati da alcuni rilievi.
Il succitato contesto morfologico ha sicuramente contribuito alla scelta del terreno sul quale posare i binari. Ci si potrebbe tuttavia chiedere perché la linea ferroviaria è stata costruita proprio su questo e non su un altro territorio. A tal proposito va detto che si tratta di una iniziativa privata, il cui scopo era quello di collegare insediamenti rilevanti tra il mendrisiotto e il varesotto. Questa linea ha inoltre contribuito ad aumentare l’importanza dell’asse ferroviario Zurigo-Milano.

  Impatti sulla zona limitrofe

La costruzione e presenza di questa ferrovia ha comportato vari effetti sul territorio.
A causa del drenaggio della zona, si è potuto osservare un restringimento, e nei casi peggiori alla distruzione, degli habitat delle specie residenti. D’altro canto, ciò portò alla creazione dello stagno che, a mio avviso, compensò parzialmente il danno mitigandone l’impatto a livello regionale.

 Fattori portati sul territorio

Le vie di comunicazione, siano esse strade o linee ferroviarie, offrono indubbiamente molte opportunità di sviluppo del commercio, facilitano l’approvvigionamento delle industrie così pure come lo spostamento di merci e persone.

Tutto ciò porta sicuramente benessere all’uomo ma, allo stesso tempo, ha anche effetti negativi per la salute e di solito anche per l’ambiente.
Come verrà chiarito in seguito, per la zona del Laveggio la ferrovia non rappresenta di per sé un problema per l’ambiente, eccezion fatta per la porzione di territorio deturpata a seguito dalla posa dei binari.
Per quanto riguarda la strada, che oltre a ricalcare gli stessi collegamenti ferroviari è anche molto più capillare sul territorio, crea danni all’ambiente molto maggiori sia in termini di quantità di territorio sottratto alla natura che di inquinamento.
Tenuto conto che le vie di comunicazioni permettono la creazione e sviluppo di insediamenti umani sul territorio, che a loro volta hanno un impatto negativo sull’ambiente che va a sommarsi a quello causato dalle vie di comunicazione, il risultato finale è un danno enorme da più fonti per la natura.

Per quanto riguarda la zona del Laveggio, la crescita esponenziale nel tempo di tutto quanto succitato ha comportato, oltre ad un danno all’ambiente, ad un aumento dei disturbi per le specie.

 Inquinamento causato dalle vie di comunicazione

Le vie di comunicazione sono all’origine di molteplici forme di inquinamento. In questo capitolo tratterò principalmente l’inquinamento territoriale fonico, evidente fonte impattante sul territorio derivante dallo spostamento dei mezzi.

L’inquinamento fonico

Questa tipologia di inquinamento, come intuibile, affligge tutta quanta la regione adiacente a strade o ferrovie, andando a portare disagi in una vastissima regione.
Come chiaramente evidenziato nelle mappe sottostanti (riferite all’asse ferroviario nord-sud zona Mendrisio), l’inquinamento fonico generato dalla ferrovia sia di giorno che di notte non è eccessivo, e non supera i 40dB (a titolo di confronto, 40 dB si possono misurare in un quartiere abitato di notte, mentre 100 dB si raggiungono in discoteca). Ne consegue che l’inquinamento fonico generato dalla ferrovia non rappresenta un grosso problema per lo stagno, le specie presenti e per i residenti di Stabio.

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inquinamento fonico della ferrovia di giorno
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Inquinamento fonico della ferrovia di notte

Scala dei decibel e mappe riprese da geo.admin, vedi anche www.bafu.admin.ch e rielaborate da Alex Mancinelli

Non si può dire lo stesso però per quanto concerne le strade.
Dalle cartine sottostanti si può chiaramente notare che quest’ultime generano un inquinamento fonico persistente e costante, più o meno intenso sia di giorno che di notte, con un livello di decibel che oscilla tra i 40dB e i 55dB, andando a sfiorare il limite massimo consentito (zona residenziale, 45 dB di notte e 55dB di giorno).

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Inquinamento fonico delle strade di giorno
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inquinamento fonico delle strade di notte

Cartine tratte da geo.admin.ch e rielaborate da Alex Mancinelli

Trattandosi una zona protetta e quindi mantenuta più possibile in uno stato di quiete da fonti esterne, l’inquinamento fonico derivante dal traffico stradale rappresenta un costante problema per la zona.

  Esistono modi alternativi di spostamento? È Possibile sostituire questo trasporto con differenti mezzi magari più sostenibili e meno rumorosi?

Effettivamente la possibilità c’è. Per evitare, o almeno diminuire, il traffico e il rumore delle strade si potrebbe, ad esempio :
- favorire la mobilità lenta, (biciclette, scooter elettrici ecc.) ;
- sollecitare maggiormente i vari lavoratori a sfruttare il carpooling o i mezzi pubblici;
- usufruire o incentivare ulteriormente il telelavoro.

Se si sfruttassero maggiormente tali possibilità e si utilizzasse maggiormente la ferrovia, (che come abbiamo constatato non rappresenta un problema eccessivo), si potrebbero ottenere dei risultati molto più soddisfacenti di quelli di oggi.

In conclusione, la ferrovia, essendo una linea a corto raggio e dunque utilizzata prevalentemente per spostamenti locali di persone, ha un impatto ecologico molto più contenuto rispetto alla strada.

Per la lettura di un ulteriore capitolo clicca uno dei seguenti link:
- torna alla panoramica
- Mutamento del territorio e problematiche derivanti dall’uomo
- L’essere umano e il suo impatto sulla natura
- Natura
- Il fiume Laveggio e lo stagno Pra Vicc
- Zona industriale di Stabio
- L’oasi
- Attività ricreative disponibili attorno allo stagno Pra Vicc
- Agriloro SA
- Biodiversità lungo il fiume Laveggio
- Ricapitolazione e conclusioni
- Sitografia


1. St. Gotthard è un’associazione attiva in Ticino nel restauro e conservazione di materiale ferroviario storico e nell’offerta di viaggi turistici convogli ferroviari storici.
2. Associazione Amici della Ferrovia della Valmorea. L’Associazione Amici della Ferrovia Valmorea, nata nel gennaio del 2004, centesimo anniversario dell’inaugurazione del primo tratto della linea, è costituita da un gruppo di volontari, animati dalla medesima passione per la storica linea Castellanza-Mendrisio e per l’ambiente che la circonda.

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