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Come sta il mercato del lavoro oggi?

giovedì 18 maggio 2017, di Stefania

Ritorno all’articolo "Le Officine FFS"

Questo è il nostro ultimo anno di scuola dell’obbligo. Molti di noi continueranno gli studi mentre altri, invece, inizieranno un apprendistato e quindi entreranno a far parte del mondo del lavoro. Per curiosità siamo andati a leggere un annuncio per un posto di apprendistato come polimeccanico presso le Officine. E ci siamo immedesimati in un candidato. Questo materiale è stato trovato sul portale internet della LOG IN.

Abbiamo notato come non sia per niente scontato venire assunti come apprendisti dalle FFS. Sono infatti tanti i requisiti che deve soddisfare il candidato ideale e sempre di più, oltre ad una buona licenza, è richiesta una più che buona padronanza della tecnologia, tanta immaginazione, interessi trasversali, ecc. e in aggiunta si devono superare anche dei test attitudinali e fisici! Questo ci porta a credere che oggi trovare e mantenere un lavoro è difficile. Diamo così una rapida occhiata ad alcune cifre per capire inoltre lo stato di salute del mercato del lavoro in Svizzera. Nel 2016, gli occupati erano circa 5 milioni rispetto agli 8 milioni e più di abitanti. Di questi lavoratori, 4,2 milioni erano occupati a tempo pieno. Il tasso di disoccupazione, invece, sfiorava il 4,3% circa.

In Svizzera i lavoratori sono tutelati, esistono perciò delle leggi scritte e chiare che difendono il lavoratore, così come delle organizzazioni che controllano e regolano le relazioni fra dipendenti e datori di lavoro. Questi enti si chiamano sindacati. Ma sempre di più chi lavora è stressato e svariati sono i fattori che ne aumentano il disagio. Tra questi citiamo soltanto gli orari sempre più pesanti, i salari fermi al palo da tempo, l’aumento delle aspettative da parte del datore di lavoro, l’eccessiva durata dei turni, gli straordinari non pagati o la minaccia di chiusura della fabbrica per la quale si lavora. In più, nonostante la stesura e la condivisione di tutte queste norme, in alcuni Paesi (e talvolta anche nella magica Svizzera) queste ultime vengono totalmente e volontariamente trascurate. Tutto ciò porta ad un ambiente ostile e teso sul posto di lavoro e in alcuni casi addirittura al lavoro in nero. E il lavoro nero fa rima con assenza di legalità, di assicurazioni e di tutela e dove lo Stato non può neppure intervenire e offrire protezione! Il sobbollire del mercato del lavoro non deve però far paura. Forse, per evitare di rimanere emarginati professionalmente, occorre quindi formarsi il più possibile e abbracciare le nuove tecnologie, senza tuttavia lasciare che la tecnologia uccida l’agire umano.

Per dare seguito a quanto è stato detto qui sopra, abbiamo deciso di proporre un articolo in cui si riporta l’esperienza di un operaio di un noto fabbricante di gelato italiano. http://napolimonitor.it/lalienazion...

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