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Riconversione spazi industriali

mercoledì 10 maggio 2017, di Matrino G., Melissa P.

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Quali sono le possibilità di sviluppo delle zone industriali?
Cosa permette la rivalorizzazione di questi spazi?

Quale sarà il futuro delle officine FFS bellinzonesi? Dall’inaugurazione delle tratte ferroviarie ticinesi nel dicembre del 1874 la modalità di spostamento e di trasporto su rotaie ha subito un utilizzo sempre maggiore e così le Officine, attivate qualche anno dopo. Nel caso le FFS volessero smantellare le officine FFS come era già stato verificato nel 2008 sarebbe possibile una rivalorizzazione e una riconversione di questi spazi tenendo in considerazione il valore del terreno situato in città?
Il fenomeno di riconversione di ex spazi industriali permette di valorizzare parte delle infrastrutture già esistenti evitando un deleterio abbandono dei luoghi e la necessità di una demolizione. Questo avvenimento sta toccando sempre di più diverse città, soprattutto i maggiori centri urbani che sono stati coinvolti in prima persona dalla rivoluzione industriale.
Quelli che seguono sono solo alcuni dei moltissimi esempi che mostrano la concretizzazione del fenomeno di riconversione in diverse forme e potrebbero essere degli possibili sviluppi delle nostre Officine e FFS.
“Secondo un rapporto del governo, in Svizzera esistono almeno 380 aree dismesse di dimensioni superiori ad 1 ettaro di terreno. Complessivamente si estendono su una superficie di 2’500 – 3’000 ettari, più grande di quella della città di Ginevra. Il 69% di queste aree sono ex stabilimenti industriali abbandonati dagli anni ’70, quando molti colossi dell’industria pesante hanno cominciato a chiudere i battenti.”1 servizio di Armando Mombelli
Questo fenomeno che permette di ridare un nuovo volto a edifici e costruzioni si è sviluppato in Svizzera più o meno negli ultimi vent’anni e sta permettendo di evitare l’eccessivo aumento di spazi abbandonati difficilmente gestibili. Come ad esempio a Zurigo:
Nella zona ovest di questa città (tra Escher Wyss e Wipkingen) è sorto un quartiere culturale che offre diverse offerte, tra cui atelier d’arte, negozi alternativi e locali. Tutto questo è nato a partire da stabili ormai in disuso, concepiti per la produzione di pezzi navali e motori. Si trova accanto alla linea ferroviaria, e la maggior parte di questi nuovi spazi si situa sotto le volte del ponte ferroviario. Il quartiere ha man mano aumentato le sue dimensioni, mantenendo però questo carattere di riconversione.

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Zurigo - West
Fonte:http://inspiration.detail.de/markthalle-und-laeden-im-viadukt-in-zuerich-107373.html?lang=de

Altri esempi europei, sono ad esempio Torino e Berlino.
La città italiana, negli anni ’20 era molto conosciuta per lo stabilimento del Lingotto della Fiat, in quanto complesso architettonico industriale notevole. La fabbrica era stata costruita sul modello fordista di catena di montaggio. "Nel 1982 il Lingotto viene ufficialmente chiuso e solo tre anni dopo Renzo Piano verrà incaricato di ristrutturare il complesso, che negli anni ’90 diventerà simbolo del terziario avanzato"2. Attualmente lo stabilimento del Lingotto ospita numerose fiere, un hotel di lusso e molti negozi, diventando un centro multifunzionale all’avanguardia, che attira numerose persone.
Un altro esempio sempre a Torino è senza dubbio l’azienda Fergat, fondata nel 1922. Inizialmente si occupava di produrre ruote e componenti per l’auto e in seguito si è specializzata in veicoli militari e materiale rotabile ad uso agricolo. Nel 1977 cessa di esistere, e dopo qualche decennio di inattività, all’inizio degli anni ’80, viene convertita in centro culturale, infatti attualmente ospita la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo che si occupa di promuovere giovani artisti emergenti dell’arte contemporanea, con l’obbiettivo di promuovere l’arte ad un ampio pubblico.

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ll Lingotto - Torino
Fonte:https://www.mimoa.eu/images/6050_l.jpg

La seconda città europea di cui parleremo, ovvero Berlino, ha visto una riconversione dei suoi spazi, una su tutte, particolarmente recente, è il parco a Gleisdreieck. Esso sorge sulle ceneri della tratta ferroviaria che incrociava i treni proveninenti da nord-sud e est-ovest, ormai caduta in disuso negli anni ’70. Nel 1997 lo Stato ottiene tutti i permessi necessari per la realizzazione del parco e nel 2014 viene inaugurato. La peculiarità di questo luogo è che disseminati nel parco ci sono panchine di ferro, traversine ferroviarie e materiali recuperati dai vecchi binari, che contribuiscono a ricordare le origini del parco.

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Park am Gleisdreieck - Berlino
Fonte:https://gruen-berlin.de/sites/default/files/styles/header_image/public/header/gleisdreieck_loid_ostpark_gleise_klein_8c_julian_lanoo.jpg?itok=Pk3cZCU3

Questo tipo di spazi nascondono moltissime potenzialità per diversi progetti e non è quindi facile fare delle previsioni mirate. Il risultato dovrà quindi essere un compromesso tra le strutture esistenti e la finalità del progetto.

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