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I quartieri operai

mercoledì 10 maggio 2017, di Lisa C., Tamara C., Tea V.

Ritorno alla panoramica

Perché nascono i quartieri operai a Bellinzona?
Come si sono evolute le loro caratteristiche?

 I quartieri operai di Bellinzona

Nel 1874 nasce la ferrovia, che porta all’urbanizzazione dello spazio in modo generale. La costruzione delle Officine tra il 1898 e il 1908 porta alla nascita e allo sviluppo dei quartieri operai, che sono necessari per ospitare gli oltre 400 operai impiegati alle Officine dal 1894. I quartieri principali sono: Stalingrado (oggi Prato Carasso), Daro, Viale Motta e San Giovanni, che approfondiremo in seguito.

 Quartiere San Giovanni

È stata la prima zona d’espansione urbanistica. Si estende fra l’omonima chiesa (Via Henri Guisan No 4), la Stazione, l’area delle officine FFS con la strada aperta nel 1884 (Viale Officina), e forma un quadrilatero quasi regolare con le vie Lodovico il Moro, Cancelliere Molo e San Giovanni. Il crocicchio interno del quartiere è formato da Via Alberto di Sacco e Via Visconti. Il reticolo viario del quartiere dei ferrovieri viene ribadito anche dal carattere delle abitazioni: volumi cubici allineati all’interno di giardinetti recintati. (1)

La costruzione del quartiere incomincia attorno al 1898 e l’edificazione prosegue fino al 1932. Dal 1933 non subisce più cambiamenti, salvo qualche rara eccezione negli anni ’70, motivo per cui ancora oggi si può notare che la maggior parte delle case risale a circa un secolo fa.

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Cronologia dell’edificazione

Il quartiere, costruito per favorire i funzionari della ferrovia del Gottardo e delle Officine, è interamente residenziale, ad eccezione di due laboratori artigianali. Dato che molti funzionari provengono dalla Svizzera interna, si crea una colonia tedesca, che richiede alcune facilitazioni tra cui la fondazione di una scuola in tedesco per i figli dei dipendenti. Questa e due alberghi piuttosto modesti costituiscono gli unici servizi del quartiere.
Il quartiere è suddiviso in quattro isolati di uguali dimensioni, in cui si trovano principalmente case bifamiliari, ma anche monofamiliari e plurifamiliari, in cui vi sono molte caratteristiche del Liberty.

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Parcellazione ideale e attuale

Idealmente ogni isolato sarebbe dovuto essere suddiviso in sei parcelle equivalenti, tuttavia ciò non è possibile a causa delle differenze tra gli edifici costruiti.

[…] infatti accanto alle palazzine signorili ed alle ville con un bel parco troviamo le modeste casette monofamiliari con poco terreno attorno ed i palazzi d’appartamenti pure con poco terreno. (2)

Inizialmente le case monofamiliari appartengono principalmente a persone di un ceto piuttosto elevato, dunque come alternativa economica rimane la casa bifamiliare, costruita su due o tre piani al massimo, con un appartamento per piano. È visibile un esempio anche in Viale Motta, in cui si trovano cinque villette bifamiliari tutte uguali a schiera. Meno caratteristici sono i palazzi di tre o quattro piani con più di un appartamento per piano, destinati a famiglie di ceto medio-inferiore (in particolare si fa riferimento agli operai).

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Tipologie di case
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Case in Viale Motta

Nonostante gli edifici siano rimasti pressoché invariati la loro funzione è cambiata, infatti oggi è principalmente di tipo amministrativa e di servizio: la scuola è diventata sede di uffici governativi e i due alberghi sono stati trasformati in uffici e appartamenti. Restano comunque diverse abitazioni mono-, bi- e plurifamiliari.
È interessante notare come il piano regolatore, approvato nel 1886, preveda delle disposizioni riferite unicamente a questo quartiere e sia indipendente dal piano regolatore generale della città.


1. AA.VV., Inventario Svizzero di Architettura, 1850.1920, Orell Füssli 1986, pp.328-329
2. Analisi del quartiere San Giovanni a Bellinzona, architetti: Giorgio Ambrosetti e Sergio Cattaneo, Rivista Tecnica, 7-8 (1986), p. 56

Fonti:

  • https://www.sbt.ti.ch/bcb/home/drt/dossier/officine/generalita.html, consultato il 21.04.2017
  • AA.VV., Inventario Svizzero di Architettura, 1850.1920, Orell Füssli 1986, pp.328-329.
  • Analisi del quartiere San Giovanni a Bellinzona, Architetti: Giorgio Ambrosetti e Sergio Cattaneo, Rivista Tecnica, 7-8 (1986), p. 52-58
  • Bellinzona: città e stazione. Lo sviluppo urbano di Bellinzona. L’intervento della ferrovia nel tessuto urbano. Analisi dei quartieri condizionati dall’intervento Il Viale e il quartiere S. Giovanni. Il sito della Stazione ed il progetto alternativo, Rivista Tecnica, 2 (1981), p. 20-21
  • Bellinzona, Comune di Bellinzona, distretto di Bellinzona, Cantone Ticino, Isos Ortsbilder, pp.51-54
  • AA.VV, Giù le mani dalle Officine, Fontana Edizioni, Salvioni Edizioni, 2008, p.11

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