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Lo sviluppo delle industrie in Ticino

mercoledì 10 maggio 2017, di Lea P.

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Qual è stata nel corso della storia l’evoluzione industriale ticinese?
Che cosa permise lo sviluppo del mercato economico e perché?

Il cantone Ticino, a differenza di altre regioni svizzere che ottennero uno sviluppo economico già a partire della prima metà dell’Ottocento, rimase in uno stadio preindustriale fino agli anni ’80 del XIX secolo. Infatti, a causa di una mancanza di trasporti efficienti, dell’isolamento costituito dalla catena montuosa delle Alpi, che non consentiva al cantone di relazionarsi con il resto della nazione, e ai confini problematici con l’Italia, il mercato si sviluppò quasi esclusivamente verso l’artigianato soddisfando unicamente la domanda locale.
Di conseguenza, molti ticinesi in questo periodo emigrarono per cercare “fortuna” altrove, come per esempio in Australia o negli Stati Uniti (soprattutto in California), ulteriore fattore che limitava le risorse per un possibile sviluppo verso l’industrializzazione.

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Emigranti ticinesi in rotta per la California
Fonte: http://www.swissinfo.ch/ita/oltre-i-confini_il-ticino-all-ascolto-della-sua-diaspora/33668366

La realizzazione della linea ferroviaria e del traforo del San Gottardo (nel 1882) permise al Ticino di risollevarsi e agli abitanti di ritrovare speranze per il futuro economico nel paese.

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Inaugurazione della ferrovia attraverso il San Gottardo (22 maggio 1882)
Fonte: http://houseofswitzerland.org/it/swissstories/storia/la-leggenda-del-san-gottardo

La nuova via di trasporto però collegava la regione, sia a nord che a sud, con paesi molto più industrializzati e ricchi, tant’è che non si verificò sin da subito uno sviluppo economico. Gli abitanti infatti erano preoccupati per le loro piccole imprese artigianali che rischiavano di chiudere con l’ampliarsi della scelta presente sul mercato e vedevano quindi con scetticismo l’utilizzo della ferrovia come un’occasione per industrializzarsi.
Solo successivamente, nel periodo della Belle Epoque (1895-1914), si conobbe in Ticino un’autentica rivoluzione industriale, dove aumentò la manodopera e si cominciò a sfruttare la ferrovia per integrarsi economicamente ma anche socialmente nel mercato svizzero e transfrontaliero. La ferrovia permise soprattutto lo sviluppo del settore terziario, tuttavia alcune industrie del secondario, come quella del granito, vennero avvantaggiate. La conseguenza principale fu il graduale spopolamento delle regioni periferiche: la popolazione sempre di più migrava verso i centri più urbanizzati, localizzati nei pressi della linea del San Gottardo.
A Bellinzona (diventata capitale del cantone nel 1878) vennero installate le Officine FFS(nel 1884). Esse costituirono un ruolo centrale nel processo di industrializzazione del Ticino.
La crescita industriale fu sorretta dall’inizio dello sfruttamento delle acque per fornire energia elettrica (attorno al 1894). Infatti, numerose fabbriche provenienti dalla Svizzera interna vennero impiantate in regioni, come quella di Bodio, in cui si concentravano molte imprese.
Successivamente, nel Novecento lo sviluppo industriale venne interrotto più volte, a causa dei due conflitti mondiali e infine dalla crisi degli anni ’30 che colpì tutta l’Europa. La crescita economica riprese in modo decisivo dopo la seconda guerra mondiale, con il picco massimo avuto negli
anni ’70.
Oggi, la dimensione dell’industria ticinese rispetto a quella svizzera rimane limitata, con una percentuale molto elevata di manodopera straniera, frontaliera soprattutto, che necessita di salari molto minori rispetto a quella svizzera. Inoltre, vige una dipendenza verso regioni esterne (svizzere e italiane) poiché le sedi delle imprese sono collocate fuori cantone.
Oggi, molte delle regioni che in precedenza erano sviluppate, come ad esempio l’industria Monteforno a Bodio, sono diventate aree industriali in disuso.

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Industria Monteforno, Bodio (anni ’60-’70), prima della chiusura
Fonte: http://www.rsi.ch/rete-uno/programmi/informazione/albachiara/Monteforno-a-20-anni-dalla-chiusura-2984572.html

Bibliografia:
- Gili A., "Il Ticino delle belle speranze, Stato e società, economia e cultura dal 1880 al 1914", in I quaderni dell’Associazione Carlo Cattaneo, 2008
- J. F. Bergier, Storia economica della Svizzera, Giampiero Casagrande editore, 1999
- http://www.aiti.ch/giovani/storia_industria.pdf

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