Iperpaesaggi

Home > Risorse interne > Risorse iperpaersaggi Sabrina Stefanini Airaghi > NULCEO DI BELLINZONA > TICINO: LA VITA NEL PASSATO PRIMA DELLA FERROVIA

TICINO: LA VITA NEL PASSATO PRIMA DELLA FERROVIA

martedì 6 giugno 2017, di Carla, Demi, Sabrina

Osservando il nucleo di Bellinzona con le sue case strette le une alle altre e le sue viuzze, ci siamo chiesti come era la vita nel passato, non solo a Bellinzona, ma anche nel resto del Ticino. Leggete cosa abbiamo scoperto!

All’inizio dell’800 la vita nel Ticino era molto dura.
L’agricoltura e l’allevamento erano le attività principali, però il terreno adatto all’agricoltura era scarso, perché il Ticino è soprattutto fatto di montagne e valli. C’era dunque poco spazio utile, le pianure non erano usate perché erano occupate da paludi. Esse puzzavano e portavano parecchie malattie perché c’erano delle zanzare che ti pungevano e trasmettevano malattie come la malaria. Quindi i contadini dovevano coltivare anche i pendii più ripidi: non era facile! Bisognava tagliare il bosco e fare dei terrazzamenti sostenuti con dei muretti a secco. Raggiungere i campi era faticoso, perché c’erano solo sentieri su cui andavi a piedi o con i muli. Anche gli strumenti usati erano quelli che si potevano portare a mano: non erano utensili moderni, ma arretrati. La maggior parte della popolazione era contadina dunque, ma di quelli poveri. Erano poveri perché non producevano tanto, solo quello che bastava per vivere.
In generale il Ticino era percorso da periodi di mancanza di cibo a causa di raccolti andati a male. E visto che i raccolti non bastavano a sfamare tutti, c’era la dipendenza dalla Lombardia: si faceva arrivare il grano da lì. I contadini ticinesi avevano anche questa concorrenza!
Numerose erano le persone che soffrivano la fame e potevano addirittura morire! Oppure si nutrivano male con mancanze di vitamine o altro (malnutrizione). Qui sotto vediamo una donna di una valle ticinese col gozzo, una malattia dovuta alla carenza di iodio, un’importante sostanza che il nostro corpo ha bisogno per funzionare bene e che si trova nel pesce e nella carne!

In generale si mangiava molta polenta, patate, castagne e poca carne.

Visto che molte persone avevano fame e non c’era abbastanza lavoro per tutti, c’era una forte emigrazione: partivano per l’America o altri posti lontani per sempre oppure in posti più vicini per qualche mese, come per esempio in Francia. Partivano soprattutto uomini giovani e forti in cerca di lavoro.
Così a casa restavano soprattutto vecchi, donne e bambini. Le donne dovevano occuparsi di tutto! Portavano grandi pesi!
 [1]
I bambini dei contadini lavoravano nei campi o partivano anche loro come emigranti stagionali: qui sotto si può vedere una specie di passaporto e un bambino spazzacamino.
 [2]
Si capisce che non tutti andavano a scuola, solo quelli più benestanti.
Non solo molti mangiavano poco e male, ma anche l’igiene era poca.
Nei villaggi i buoni acquedotti scarseggiavano e non esistevano ancora fogne: tutto scorreva all’aperto e la puzza era tremenda. Spesso nelle campagne, uomini ed animali abitavano assieme e si formavano tante malattie. I medici consigliavano di cacciare via gli animali dalle stanze e di non nutrirsi di carni sospette o di pane mal confezionato e via dicendo. Ma visto che c’era povertà e ancora non tutti andavano a scuola, allora facevano fatica a seguire i consigli.
C’erano tanti rischi per la salute. Le malattie più diffuse erano: malaria, tifo, vaiolo e colera. Le malattie erano dovute a scarsa igiene, malnutrizione e carestie.
C’era alta mortalità, soprattutto tra i bambini e gli anziani. Le speranze di vita erano basse, pochissime persone diventavano vecchi, tanti morivano giovani. Le pessime condizioni igieniche fornivano condizioni ideali di contagio, peggiorate dalla malnutrizione periodica.
Ecco le nostre conclusioni sul Ticino dell’Ottocento: il Ticino nel passato era un cantone povero di campagna, con meno popolazione di oggi, però più agricolo, con la popolazione che abitava sparpagliata su tutto il territorio, anche nelle valli di montagna! Il Ticino nel passato aveva meno città e meno vie di comunicazione buone: andavano a piedi o col cavallo o col carretto trascinato dai muli. Le strade erano brutte e quando pioveva difficili da percorrere. C’era più povertà e molti dovevano emigrare!

Per fortuna poi le cose cambiano! Il Ticino si trasforma. Scoprite come, leggendo qui!

Torna alla panoramica.


Fonti:
R. Ceschi, Ottocento Ticinese, Armando Dadò Editore, 1986.
AA.VV., La Svizzera nella storia - Dal VXII secolo a oggi, Manuale di storia Svizzera, DECS, 2014 .
http://www.swissinfo.ch/ita/dossiers/emigrazione-dalla-svizzera-italiana


[1Donna che porta la gerla carica di fieno (inizio ’900)

[2Certificato comunale di Intragna, Golino e Verdasio rilasciato allo spazzacamino di 11 anni Salvatore Piazzoni diretto in Piemonte e Lombardia per lavorare, 1853

Un messaggio, un commento?

moderato a priori

Questo forum è moderato a priori: il tuo contributo apparirà solo dopo essere stato approvato da un amministratore del sito.

Chi sei?
I tuoi messaggi

Per creare dei paragrafi indipendenti, lasciare fra loro delle righe vuote.

Iperpaesaggi è un concetto progettato e sviluppato dall'Institut d'Eco-Pédagogie e il Laboratoire de Méthodologie de la Géographie de l'ULg.
Sito realizzato da Robert Sebille.

You can choose your license or delete this article. It’s your choice.