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LA STORIA DEI CASTELLI DI BELLINZONA

martedì 6 giugno 2017, di Alessandro, Elia, Federico, Sabrina, Urszula

A cosa servivano i castelli e quando furono costruiti? Se leggete qui sotto lo scoprirete!

La collina dove sorge oggi Castelgrande è stata la prima parte del territorio di Bellinzona ad essere abitata nel 5’500 a.C.. Non c’era ancora un castello, ma solo un piccolo villaggio neolitico: c’erano contadini e pastori e capanne. Per avere una prima forma di fortificazione bisogna aspettare l’epoca romana nel IV secolo d. C., quando sulla collina fu costruita una fortificazione in legno. I romani da lì potevano controllare bene il territorio perché stavano in alto e in un punto in cui c’era l’imbocco dei passi alpini. Era infatti una posizione molto strategica. Mano a mano che arrivano altri popoli ad occupare il territorio, la fortificazione viene rafforzata, modificata e ampliata: fanno così i Longobardi e poi i franchi, poi i comaschi e infine i milanesi. Gli Svizzeri arrivano solo nel 1500, ma ormai il castello cambia un po’ di funzione: da difensiva e militare a postazione di controllo dei traffici e amministrazione del territorio. Da fortificazione in legno si aggiungono sempre più edifici in pietra, ma questo verso la fine del 1200. Infatti costruire in pietra era più costoso e ci voleva molto più tempo! In ogni caso il castello viene rafforzato perché quella è una posizione perfetta: in cima alla collina c’è una spianata di 150-200 metri di diametro, a nord è protetta da pareti rocciose quasi verticali, mentre a sud la pendenza è meno ripida. È proprio da nord che i milanesi che possedevano il castello avevano paura di essere attaccati. Dentro nel castello c’era una chiesa e altri edifici e ai tempi quando era di Como, anche il palazzo del vescovo. Sotto gli Svizzeri invece dentro ci mettono la sede del Commissario di Uri con la sua abitazione e anche delle stalle per i cavalli. Le due torri risalgono al 1310 quella Nera e quella Bianca, alta 28 metri, tra il 1250 e il 1350. È quella su cui siamo saliti a guardare il panorama attorno a Bellinzona e infatti si vede tutto fino a lontano! Gli edifici interni furono poi abbattuti nel 1400 dai Duchi di Milano perché avevano bisogno di molto spazio nel cortile interno per radunare molti soldati in caso di attacco. È sempre coi duchi di Milano che si costruiscono le lunghe mura a completare l’opera difensiva e di sbarramento, che però vengono distrutte dalla buzza di Biasca. Nel XIV secolo il castello è chiamato per la prima volta col suo nome: Castrum Magnum che vuol dire proprio Castello Grande in latino. È il nome usato ancora oggi, ma non sempre l’hanno chiamato così. Quando Bellinzona fu conquistata dagli Svizzeri fu chiamato castello d’Uri, mentre dal 1818 castello di San Michele, per via della cappella che c’era al suo interno. Nel tempo ha cambiato spesso funzione: è diventato anche deposito di materiali, arsenale nel 1800, prigione (nella Torre Nera) e ora c’è dentro un museo, un ristorante e degli uffici dei Beni culturali (cioè degli uffici dell’amministrazione pubblica che si occupano di curare i monumenti e le opere culturali del Ticino). Il castello così come è oggi è il risultato degli ultimi restauri avvenuti nel 1984-1991 e diretti dall’Architetto Aurelio Galfetti. Il castello di Montebello è il secondo ad essere costruito e domina dall’alto Castel Grande. Da lì partivano le mura che chiudevano l’antico borgo congiungendosi a quelle che scendevano dal colle s. Michele. Il primo nucleo interno del castello risale al XIII - XIV secolo, cioè tra il 1200 e il 1300, quando Bellinzona era già in mano ai Duchi di Milano. Le corti esterne e il rivellino furono invece costruite nel XIV/XV secolo. Il rivellino è un fortino scoperto adatto a una prima difesa della fortezza. Questo castello serviva a completare il sistema difensivo e di controllo di Bellinzona, per difendersi contro le invasioni di chi arrivava da Nord. I duchi di Milano lo consideravano il più adatto alla difesa in caso di guerra. Tutto intorno infatti c’erano le mura con il cammino di ronda per le sentinelle e le guardie. Poi da lì partivano le mura che chiudevano l’abitato cittadino verso nord e verso sud.
Dentro in questo castello si poteva abitare, c’era un pozzo e anche una cappella. Adesso c’è invece il Museo civico. Durante l’occupazione svizzera fu chiamato Castello di Svitto e dopo il 1818 di S. Martino, per via del nome della cappella. Il castello di Montebello era di proprietà della famiglia Ghiringhelli, ma nel 1903 fu acquistato dal Cantone. Il castello di Sasso Corbaro fu l’ultimo ad essere costruito. È il più in alto di tutti e da lì si può vedere giù fino al lago Maggiore e a nord l’imbocco della Riviera e della Valle Moesa. Si cominciò col costruire una grossa torre quadrata dopo il 1478 ai tempi dei Duchi di Milano e poi i lavori continuarono fino al 1481. Li ci potevano stare delle guarnigioni di soldati e in tempo di pace ci misero anche una prigione. Si sa che però nel 1494 un prigioniero riuscì a fuggire! Nel corso del tempo il castello fu abbandonato perché ormai era considerato inutile dal punto di vista militare e anche costoso da mantenere. Fu anche danneggiato dai fulmini e stava per crollare a pezzi, quando alla fine all’inizio del 1900 furono fatti dei lavori per metterlo un po’ a posto. Anche in questo castello si poteva abitare, c’era anche qui una cappella. Fu chiamato anche questo in modi diversi: castello di Untervaldo sotto il dominio svizzero dal 1506, castello di S. Barbara dal 1818, e oggi Castello di Sasso Corbaro, appunto. Dentro oggi c’è il museo cantonale dell’arte e delle tradizioni popolari. I castelli nel 1800, quando il Ticino era diventato finalmente un cantone avevano rischiato di essere abbattuti, perché erano costosi da mantenere e un po’ rovinati dal tempo, volevano venderli per uso privato o spianarli! Fortunatamente ai castelli non è successo quello che ogni tanto capita ad altri edifici antichi. I castelli di Bellinzona oggi fanno parte del Patrimonio Unesco cioè sono considerati di grande valore per tutta l’umanità! Noi abbiamo scoperto che non sempre sono stati con questo aspetto e sono cambiati nel tempo, anche nell’uso. In ogni caso non ci hanno mai abitato re o regine, ma piuttosto soldati e funzionari a causa del loro scopo che era di difendere e di controllare e poi anche di amministrare il territorio. Oggi invece sono dei musei e dei ristoranti, delle attrazioni per i turisti. Appartengono al cantone, che però vuole darli alla città di Bellinzona. Sono importanti per la città di Bellinzona che si è ingrandita ed è cambiata: anche se non ha più bisogno di difendersi, li cura perché sono i simboli per ricordarsi della sua storia!

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