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Conseguenze sull’ambiente dovuto all’inquinamento industriale

martedì 16 maggio 2017, di Alice Pessina, Ulisse Camponovo

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Il rischio industriale può toccare diverse componenti dell’ambiente: il suolo, l’acqua e l’aria. Inoltre, può essere una fonte di inquinamento fonico.

Suolo
Un’industria che fa utilizzo di sostanze nocive può provocare danni più o meno gravi al suolo se esse fuoriescono dall’impianto, causando un’alterazione dell’equilibrio chimico-fisico del suolo.

Come si legge nella sezione "Suolo" del Rapporto Ambiente del dipartimento del territorio:
"Per quanto riguarda la presenza di metalli pesanti, quelli che più frequentemente superano i valori indicativi nei terreni (ca. nel 20% dei 200 punti presi in esame) sono piombo e rame. Il piombo è rilevabile da una parte nelle zone industriali (emissioni industriali) e dall’altra in zone discoste del Luganese e del Mendrisiotto situate in quota (probabile inquinamento importato dalla Lombardia)."

Infatti, come si può notare dalla cartina, la concentrazione del piombo nel suolo nella zona del Mendrisiotto è piuttosto elevata.


Un’esempio è rappresentato dall’incidente di un’industria per la produzione di penne a sfera avvenuto nel 1988 nella zona della Campagnadorna a Mendrisio.

Acqua
Un’industria può riversare sostanze nocive che percolando nel terreno possono contaminare i corsi d’acqua e la falda freatica.

Come si legge nella sezione "Acqua" del Rapporto Ambiente del dipartimento del territorio:
"Anche l’artigianato può essere all’origine di inquinamenti. Ad esempio l’inquinamento dei pozzi di captazione scoperto nel 1990 a Bellinzona era stato causato dall’impropria eliminazione di solventi clorurati (percloroetilene) in una lavanderia chimica. Nel campo industriale i solventi clorurati, impiegati ad esempio nell’industria metallurgica e in quella elettronica quali sgrassanti, costituiscono uno dei maggiori fattori di rischio per le falde freatiche. Ogni anno le richieste d’intervento che pervengono ai pompieri in caso d’inquinamento sono circa 250."

Spesso anche alle nostre latitudini siamo colpiti da incidenti di questo tipo.

Altre informazioni si possono trovare nel sito del Cantone, nella sezione Acqua: protezione e approvvigionamento.

Aria
Anche le industrie contribuiscono in maniera importante ad inquinare l’aria che respiriamo.
Qui di seguito un documento tratto dal rapporto: "Emissioni nell’aria
dall’industria in Ticino"
che indica l’evoluzione dell’immissione di agenti inquinanti da parte di diversi attori tra cui le industrie. Come si può dedurre dai grafici le industrie partecipano in buona misura all’inquinamento dell’aria.

Dalla lettura dei grafici possiamo notare che l’industria rappresenta una fonte importante di inquinamento nel caso dei COV e della SO2. Nel caso dei COV l’emissioni industriali e dell’artigianato rappresentano circa il 50% delle emissioni totali, mentre per la SO2 rappresentano circa il 30%. Per quanto riguarda gli ossidi di azoto i processi industriali hanno un’incidenza quasi irrilevante in quanto essi provengono per il 75% dal traffico.
Per quel che riguarda le emissioni di diossido di zolfo è l’industria chimica che partecipa in larga misura (71% delle emissioni totali). Mentre nel caso dei COV l’industria della stampa è la principale responsabile (38%).

Inquinamento fonico
Alcune industrie possono provocare anche rumore che può risultare fastidioso per la popolazione. Fortunatamente, grazie alle nuove tecnologie, ai moderni macchinari e alla legislazione contro l’inquinamento fonico diversi stabilimenti e impianti soprattutto negli anni Novanta sono stati risanati, dunque questo problema è in calo.

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