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LE TRASFORMAZIONI DEL TICINO ARRIVANO SU ... FERROVIA E AUTOSTRADA!

martedì 6 giugno 2017, di Filippo, Matteo, Sabrina

Scoprite quali importanti cambiamenti hanno portato la ferrovia e l’autostrada in Ticino!

In Ticino prima dell’arrivo della ferrovia, la gente viveva soprattutto di agricoltura e l’emigrazione era fortissima. La popolazione era sparsa sull’intero territorio e i capoluoghi/centri erano tutti grandi uguali: avevano circa gli stessi abitanti e nessuno era più importante degli altri.
La gente non si spostava molto perché le strade erano messe male, non asfaltate e quando pioveva si allagavano, soprattutto se erano vicino ai fiumi non ancora incanalati. Praticamente si andava alle fiere e ai mercati dei piccoli centri. I viaggi lunghi erano quelli che facevano gli emigranti, ma fuori dal Cantone. Ogni regione se ne stava per conto proprio e aveva pochi legami con le altre.
È con la costruzione della strada ferrata nel 1870 che cominciano a crearsi centri urbani più importanti di altri proprio lungo l’asse ferroviario. Attorno alla ferrovia aumentano gli abitanti. Nelle valli più a nord come la Val di Blenio, la Valle Maggia, la Verzasca, che sono molto lontane dalla ferrovia, invece la popolazione diminuisce, perché si sposta verso le pianure, verso i centri urbani dove passa la ferrovia. La gente si sposta verso le città per trovare lavori che fruttano di più. Questo succede perché la ferrovia porta nuovi posti di lavoro. Infatti la ferrovia porta la costruzione di fabbriche vicino ad essa. Ecco qualche esempio, le Officine di Bellinzona (1884) e l’acciaieria Monteforno di Bodio (1946): Tutte queste fabbriche sono costruite vicino alla ferrovia perché è più comodo per trasportare le merci e intanto fanno aumentare i posti di lavoro. Si sviluppa il settore secondario, ma non solo!
Nel 1800 per esempio sia gli alberghi che le esportazioni di granito ticinese erano ridotti, con l’introduzione della ferrovia aumentarono di più del doppio. Si sviluppa l’edilizia e il turismo. Questo fa cambiare l’aspetto delle città. Si vede bene per esempio a Lugano. Prima della costruzione della ferrovia il lungolago sembra più povero e sporco: è una spiaggia, non c’è il quai dove si può passeggiare né un attracco per i grandi battelli, ma solo per le barche dei pescatori.
Dopo la Ferrovia, Lugano è più ricca e pulita: fatta più per i turisti grazie al quai per passeggiare sotto gli alberi, agli attracchi per i battelli per fare gite sul lago e ai grandi alberghi sul lungolago. Sul San Salvatore dopo la ferrovia cominciano a crearsi attrazioni turistiche (1890) con la funivia e la città si sviluppa con ristoranti, teatri, lido e altri divertimenti.
Cambiamenti simili ci sono anche a Bellinzona. La ferrovia fa diventare le città più importanti e fa diventare il Canton Ticino più moderno, un po’ più industrializzato e adatto al turismo. Però nelle valli lontane dalla ferrovia e meno raggiungibili invece la gente continua ad emigrare, perché c’è ancora povertà.
La povertà in tutto il cantone diminuisce solo dopo che è arrivata l’autostrada che porta anche lei nuovi posti di lavoro, ma non dappertutto allo stesso modo. Con l’arrivo dell’autostrada dopo il 1950 e soprattutto dopo la costruzione della galleria stradale del S. Gottardo, la popolazione si sposta ancora di più lungo l’asse nord-sud, ma soprattutto si concentra verso il sud del Cantone. Praticamente sembra che tutti vanno a vivere in città e queste si ingrandiscono sempre di più e diventano degli agglomerati urbani. In pratica molte valli vengono abbandonate perché lontano dai centri che offrono posti di lavoro e tutti i servizi: così abbiamo regioni piccole piene di abitanti, industrie e traffico e regioni grandi di montagna "vuote" con pochissimi abitanti e tanti boschi. La popolazione è distribuita in modo molto irregolare. L’autostrada fa aumentare l’importanza di alcune città più che di altre. Addirittura Lugano diventa la città principale, la più abitata e più grande, anche se non è la capitale: offre quasi il 50% di tutti i posti di lavoro che ci sono in Ticino, ha l’università e altri servizi più speciali come il Cardiocentro e il LAC, che non si trovano altrove. Infatti con l’autostrada sono arrivate sempre nuove attività legate anche al fatto che il Ticino confina con l’Italia: banche, assicurazioni, fabbriche che si mettono proprio nel Luganese e nel Mendrisiotto soprattutto. Questo fa aumentare tanto i posti di lavoro che attirano ancora di più persone e abitanti. Vediamo infatti che lungo l’autostrada dove c’è un po’ di pianura si è riempito di centri commerciali e industrie. Qui si vede il Pian Scairolo e un pezzo di Lugano col San Salvatore. Però l’unico difetto è che si crea anche tanto traffico perché c’è il pendolarismo e il frontalierato. Il pendolarismo è lo spostamento delle persone che vivono in periferia e vanno a lavorare lontano dalla loro abitazione in un agglomerato urbano. La stessa cosa fa un frontaliere solo che per andare a lavorare attraversa una frontiera e poi la sera torna a casa in Italia. Tutti fanno avanti e indietro soprattutto con l’auto, così si formano delle colonne come nel Malcantone tra Ponte Tresa e Lugano. Questo problema c’è soprattutto da quando il Ticino è diventato più moderno e industrializzato con l’autostrada e che tutti hanno le macchine, ma abitano un po’ fuori dal centro.
In generale a partire dal 1960 la popolazione ticinese aumenta sempre di più, sempre meno emigrano perché trovano qui il lavoro e anzi aumentano le persone che vengono a vivere in Ticino e che provengono da altri paesi.
Anche il traffico di merci è cresciuto ancora di più e il turismo si è sviluppato sempre più proprio grazie alla facilità e alla velocità dei collegamenti.
In conclusione le vie di comunicazione e i nuovi mezzi di trasporto hanno portato grandi cambiamenti sia nella distribuzione della popolazione, che nelle attività economiche. Nel 1800 si viveva di agricoltura, ma agricoltura povera e di sussistenza cioè si produceva appena per vivere e invece adesso la maggior parte della popolazione lavora nel settore secondario e terziario. Dunque da cantone agricolo e povero, il Ticino è diventato un cantone industriale e che offre tanti servizi (banche, assicurazioni, ecc.). Da cantone di campagna si è trasformato in cantone di città: infatti 9 abitanti su 10 vivono in città. Il nostro Cantone prima era di emigrazione e adesso invece è di immigrazione. Infatti è aumentata la ricchezza in circolazione: fino al 1966 la quantità di guadagno per il Cantone, proveniente dalle imposte (le tasse), era stabile e non tanto alta, però dopo l’arrivo dell’autostrada è aumentata tantissimo. Il cantone si è arricchito. Però adesso ci sono purtroppo tanti problemi legati al traffico causato dai frontalieri e dai pendolari, all’inquinamento portato dalle auto e dalle fabbriche e al consumo dello spazio, che qui in Ticino non è tanto.

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T. BOTTINELLI, Il ruolo dei traffici nella formazione del Ticino moderno, in Rivista della Scuola Ticinese n°98, DECS, pp. 48-51. (adattato)
AA.VV, La Svizzera nella Storia, vol. II, Repubblica e Cantone Ticino, DECS, 2014, pp. 265, 272-274.
Dati statistici sul Ticino in http://www3.ti.ch/DFE/DR/USTAT/

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