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Il sito smascherato

giovedì 18 maggio 2017, di Stefania

Ritorno alla panoramica

È l’inizio del nuovo anno scolastico. Speriamo il nostro ultimo anno qui alle scuole medie. Per cominciare, la docente di geografia consegna ad ogni ognuno di noi un pezzo di carta plastificato. Alcuni sono pezzi grandi, altri piccoli. In mano abbiamo unicamente un’immagine parziale di un “qualcosa” di più grande. Dai colori riusciamo a capire che sono dei frammenti di un paesaggio. Mettendo insieme tutte le tessere, operazione non facile né immediata, abbiamo scoperto il sito sul quale avremmo lavorato in questo laboratorio di geografia: Bellinzona. L’attesa iniziale è stata decisamente delusa. In tanti abbiamo sbuffato dicendo “Ancora Bellinzona!”. In quarta media ci saremmo aspettati qualcosa di più “esotico”. Ma che sappiamo noi di Bellinzona? In classe abbiamo fatto qualche considerazione: Bellinzona è la capitale del Cantone Ticino, c’è il Rabadan, ci sono i tre castelli e tanto bosco attorno. Ci siamo accorti che la nostra conoscenza è quindi limitata. Abbiamo anche confrontato la cartina della città con la panoramica che abbiamo ricostruito e, a dire la verità, abbiamo avuto non poche difficoltà ad orientarci. È così che il 18 ottobre 2016 ci siamo recati in gita a Bellinzona per riscoprire e osservare dal vivo il nostro oggetto di studio. Come prima cosa, il mattino, abbiamo ascoltato l’intervento del Signor Giulio Foletti sul prato antistante a Castelgrande. Durante questa prima parte ci sono state fornite le informazioni necessarie per contestualizzare nel tempo e nello spazio la città di Bellinzona e dintorni. Successivamente la classe si è divisa in gruppi di lavoro. Il nostro gruppetto si è spostato nella nuova stazione ferroviaria della città e lì ci siamo presi la libertà di intervistare a caso alcuni utenti della stazione. Il pomeriggio, invece, di nuovo tutti insieme abbiamo passeggiato per le vie della città vecchia e ci siamo lasciati stupire dai racconti delle nostra guida, la Signora Agata Rotta. L’ultima attività dell’intensa giornata è stata la visita guidata al Palazzo delle Orsoline, dove ha sede il governo ticinese.

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Per iniziare orientiamoci con Giulio Foletti

Perché è nata Bellinzona?

Non solo grazie alle parole del Signor Foletti, ma anche a qualche ricordo scolastico forse un po’ troppo appannato, possiamo affermare con tranquillità che il sito di Bellinzona è uno dei più importanti di tutto il Ticino. Non è un caso che Bellinzona venga infatti chiamata la “chiave delle Alpi” perché è disposta tra la Valle Mesolcina e la Valle Leventina e porta al San Gottardo, al Lucomagno e al San Bernardino. Oggi come ieri, Bellinzona risulta dunque uno snodo centrale, un passaggio obbligato fra la Pianura Padana e l’Altipiano svizzero, fra il Nord e il Sud dell’Europa.

Inoltre segnaliamo che questa città si è sviluppata da un centro unico lungo le vie di comunicazione ferroviaria e autostradale mantenendo tuttavia, fin dal Medioevo, la struttura dell’impianto a “Y” ed è circondata da rigogliose montagne verdi. Con l’arrivo della ferrovia prima e delle strade dopo, Bellinzona e tutto il Canton Ticino hanno avuto un importante sviluppo demografico ed economico.

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Il Ticino dall’alto
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Schizzo regionale del sito di Bellinzona


Un piccolo assaggio storico

Per capire il ruolo strategico della Bellinzona di oggi occorre anche fare un salto nel passato. Partiamo dunque dallo stemma della città: il biscione. Questo biscione bianco su sfondo rosso richiama lo stemma del casato visconteo, i Visconti, i Signori di Milano che prima ancora che nascesse la Svizzera hanno dominato sul territorio cantonale. Ma a Bellinzona le cose non sono sempre state così. Infatti la città, in realtà un piccolo borgo rurale, è stata a lungo contesa tra i Signori di Milano e quelli Como. Questo continuo passaggio di mani è legato sicuramente all’ubicazione strategica della città che, come abbiamo visto in precedenza, rappresenta un posto di guardia delle vallate alpine, un nodo di transito degli scambi commerciali fra Nord e Sud dell’Europa che garantisce a chi lo controlla entrate economiche certe. I Castelli medioevali di pietra grigia che si vedono immersi nel paesaggio sono la testimonianza di questo passato. Il destino tuttavia riserva a Bellinzona una nuova sorte. La Storia ci insegna che nel 1503 Bellinzona viene vinta dagli Svizzeri alle forze Milanesi. Da quel momento, il controllo della città è in mano agli Svizzeri. Bellinzona diventa poi capitale del Cantone Ticino, Cantone che è entrato a far parte della Svizzera nel lontano 1803. Il resto è storia recente. Questo viaggio attraverso gli scontri che si sono succeduti nel tempo, ci conferma quindi l’importanza del sito di Bellinzona.

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Il vecchio stemma di Bellinzona

Bellinzona oggi

Bellinzona è in una fase di mutazione e ambisce a ritagliarsi una nuova identità sul territorio cantonale, nazionale e internazionale. Bellinzona ha deciso infatti di non rimanere ancorata al passato e i recenti fatti di cronaca lo confermano. Basta guardare i risultati della votazione del 2 aprile 2017. Per permettersi un ruolo centrale sulla scena di chi conta, soprattutto per non farsi sorpassare dagli eventi, Bellinzona ha deciso di unire le forze per farsi più forte. Il 2 aprile, quindi, data storica per il Ticino ma anche per la Svizzera, è nato un nuovo grande Comune dall’aggregazione di tredici entità comunali. La Nuova Bellinzona conterà più di 42 mila abitanti (nel 2016 erano circa 18 mila!), diventando così l’undicesima città svizzera. Tuttavia non è solo una questione di peso demografico, ma è da considerarsi un ulteriore passo per essere una città in grado di reggere il confronto con altre città nazionali e internazionali. Questa scelta politica, confermata dalla massiccia adesione popolare alle urne, dovrebbe anche favorire la crescita economica e sociale della Nuova Bellinzona, sia dal punto di vista locale che globale. Anche se va precisato che questo processo di apertura di Bellinzona verso il Mondo è già cominciato da un po’. Infatti i segni si leggono già oggi nell’offerta dei servizi non tradizionali che Bellinzona offre. Fra questi citiamo solo il Centro di Biomedicina (IRB), la nuova stazione ferroviaria/porta alpina AlpTransit inaugurata nel dicembre 2016, la sede del Tribunale Penale Federale, le Officine delle FFS, i Castelli come patrimonio UNESCO.

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Il logo della Nuova Bellinzona

Manlio Dinucci “Geografia del sistema globale”, Zanichelli, 2012
https://www.bellinzona.ch/index.php?node=6&lng=1&rif=85f7b4773f
www2.bellinzonaturismo.ch/it/città/storia.aspx
https://it.wikipedia.org/wiki/Citt%C3%A0_globale
Appunti e video della visita in città vecchia con la Signora Agata Rota, ottobre 2016

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