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LO SPAZIO UTILE IN TICINO

martedì 6 giugno 2017, di Amélie, Letizia, Sabrina

Ci siamo chiesti quanto spazio utile c’è oggi in tutto il Ticino, dove si trova e come è usato. Ecco cosa abbiamo scoperto.

Sappiamo che Bellinzona è cambiata tanto, è cresciuta. Gli spazi che prima non erano occupati da insediamenti ora lo sono, come per esempio tutta la pianura attorno a Bellinzona che prima era quasi vuota perché prima era tutta palude quindi non era spazio utilizzabile. Non era spazio utile. Vediamo infatti che il fiume scorre a rami e i villaggi si trovano soprattutto sulle colline:
Ma qual è lo spazio utile in Ticino? Dov’è? Quanto ce n’è?
Spieghiamo prima che cos’è lo spazio utile. Lo spazio utile è la parte del territorio in cui si può costruire, cioè dove è possibile e più facile edificare. Ma non solo, è anche lo spazio riservato all’agricoltura con i campi e per l’allevamento con i pascoli. Quindi in generale lo spazio utile è quello spazio che serve all’uomo per rispondere a determinati bisogni: abitare, lavorare, procurarsi il cibo, spostarsi, produrre ecc.
In Ticino lo spazio utile non è molto, perché è coperto da moltissime montagne: l’ 80% del Canton Ticino è composto da montagne, il 15% da colline e solo il 5% da pianura. Inoltre molto spazio è anche occupato da boschi(circa 50%) e fiumi e laghi (4%).

Lo spazio utile di solito è situato vicino ai laghi e ai fiumi, sui fondovalle e in pianura. È lì perché è più facile costruire, non come sui pendii ripidi in montagna che è difficile.
La maggior parte dello spazio utile è nel sud del Ticino, per esempio sulla Piana di Magadino, nel Bellinzonese, sulla Piana del Vedeggio e il luganese, il Mendrisiotto.
Cioè proprio in quelle regioni con pianura e dove si concentrano le città e la maggior parte degli abitanti: 9 abitanti su 10 abitano in quelle regioni!
A nord del Ticino lo spazio utile è dunque poco, è tutto vicino ai fiumi, perché ci sono le Alpi che coprono buona parte del territorio. A nord è più possibile costruire piccole casette invece a sud è possibile anche costruire palazzi molto alti e grandi costruzioni che prendono tanto posto: dunque abbiamo a nord un grande spazio con poco spazio utile e a sud un piccolo spazio con tanto spazio utile.
Ecco uno schizzo del Ticino che ve lo mostra:
Lo spazio utile non é dipendente tanto dalla grandezza del territorio, ma piuttosto dipende dalla conformazione del territorio, cioé da quante montagne, fiumi, laghi ci sono nel territorio e da quanto spazio essi occupano su quel territorio. Ecco perché in Ticino lo spazio utile é così poco: è a causa di come è fatto!
Lo possiamo verificare se lo confrontiamo con altri cantoni della Svizzera che sono diversi per conformazione del territorio: il Ticino (2’812 km²) è uno tra i cantoni più grandi dopo i Grigioni (7’105,39 km²), Berna (5 959,56 km²) e Vallese (5’ 224,50 km²). Eppure ha meno spazio utile di cantoni più piccoli come il Canton Zurigo, Argovia, Ginevra. Questi cantoni si trovano tutti sull’altopiano svizzero che è meno montagnoso e con più pianure, quindi c’è più spazio utile.
Lo spazio utile dipende anche dal tipo di attività che vengono svolte sul territorio.
A nord e a sud del Ticino c’è infatti anche una differenza nel modo di usare lo spazio utile: nelle valli di montagna ci sono più pascoli, boschi e magari anche degli impianti sciistici, sentieri per fare passeggiate per il turismo. Mentre a sud ci sono anche campi, vigneti, e soprattutto un sacco di fabbriche, centri commerciali, magazzini e depositi e città.
Visto che lo spazio utile dipende anche dalle attività economiche vediamo oggi quali sono quelle che danno lavoro a più persone:

  • settore primario 1%
  • settore secondario 13,4%
  • settore terziario 62,2 %
  • settore indeterminato 23,4%
    Oggi la maggior parte della gente lavora in ufficio, nei negozi e nelle industrie dunque queste attività consumano sempre più spazio utile. Visto che non ce n’è tanto, ci sono dei conflitti per come usare lo spazio fra le attività e anche le abitazioni. In più consumano spazio anche tutte le strade, l’autostrada e la ferrovia che servono alle persone per spostarsi: consumano circa il 2% di spazio. Sembra poco, ma in certi punti del cantone è tanto perché in quei punti c’è pochissima pianura è c’è una lotta per farci stare tutto: case, agricoltura, posti di lavoro in uffici o in fabbriche. È un problema importante perché c’è anche la Natura che bisogna proteggere e nello stesso tempo aumenta la popolazione coi suoi bisogni!
    Oggi lo spazio utile è aumentato in confronto alla situazione del 1850 perché in passato in molte pianure del Cantone, il fiume scorreva a rami e la zona paludosa era vasta. Ora invece il fiume è stato incanalato e le paludi sono state bonificate così sono diventate spazio utile: è successo per esempio per la Piana di Magadino e per quella del Vedeggio. Questo l’hanno fatto tra la fine del 1800 e il 1950. Oggi si vede che il Piano di Magadino è usato per intero sia dall’agricoltura che dalle costruzioni, i paesi si sono ingranditi anche sulla pianura:
    nella foto si vede la zona che oggi è usata e nel passato no, circondata di giallo:
    È cambiata la quantità dello spazio utile, ma è cambiato soprattutto il modo di usarlo, perché sono cambiate le attività economiche principali del Ticino.
    Nel 1800 c’erano soprattutto attività economiche legate al primario: cioè si coltivava e si allevava, quindi lo spazio utile veniva usato soprattutto per pascoli e campi, ora invece tutti lavorano in uffici, stabili, fabbriche e quindi lo spazio viene usato per costruire stabili e edifici.
    Io prima di imparare tutte queste cose sullo spazio utile, pensavo che lo spazio utile in Ticino era molto di più visto che era un cantone abbastanza grande e non sapevo che tutto il Piano di Magadino fosse una palude e che il fiume Ticino scorresse a rami formando tante piccole isolette. Pensavo che c’era abbastanza spazio per tutto. Quindi ho scoperto molte cose che prima non sapevo. Spero anche voi!

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Fonti:
Statistica Ticinese dell’Ambiente e delle Risorse Naturali 2013: http://www4.ti.ch/fileadmin/DT/temi/oasi/rapporti_studi/STAR_2013.pdf

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