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CHE DEVASTAZIONE!

martedì 6 giugno 2017, di Morgana, Mosè, Sabrina

Volete scoprire come la Buzza di Biasca distrusse le mura di Bellinzona e modificò il paesaggio della Piana di Magadino per secoli? Leggete qui sotto!

Nel 1513 cadde una frana dal monte Crenone che si trova sopra Malvaglia nella val di Blenio. Cadendo, la frana bloccò il fiume Brenno. In due anni il fiume divenne un lago lungo 5 chilometri e profondo più di 10 metri. A quel tempo il territorio non era più in mano ai duchi di Milano, ma agli Svizzeri.
Il lago aveva sommerso la maggior parte di Malvaglia. Nel maggio 1515 la frana era ormai diventata una diga, che con la pressione dell’acqua si ruppe. Si formò un’onda gigantesca e la corrente da Biasca arrivò fino a Locarno ed entrò nel Lago Maggiore. L’onda gigantesca, chiamata Buzza, raggiunse le mura di Bellinzona e ne distrusse una gran parte insieme al ponte che Lodovico il Moro aveva costruito nel 1489 per passare sopra il Fiume Ticino. Dal 1515 diventò così difficile attraversare il fiume Ticino perché con il passaggio della Buzza, il fiume si era esteso e la Piana di Magadino era diventata una grande palude. Per raggiungere Locarno bisognava proprio attraversare il Fiume Ticino, ma dato che l’acqua cambiava di livello irregolarmente non potevi attraccare sempre nello stesso posto e raggiungere quelle terre diventava difficile. Così Locarno si trovò abbastanza isolato rispetto al resto del Cantone, finché il ponte venne ricostruito nel 1821, col nome di ponte della Torretta. Se cliccate sull’immagine vedrete com’era bello prima della Buzza!

Le mura distrutte invece non vennero più ricostruite perché ormai non c’erano più nemici che potevano arrivare da nord. Prima della Buzza, visto che Bellinzona era in mano ai duchi di Milano, infatti i nemici erano gli svizzeri. I Ticinesi dopo la Buzza non avevano più nemici, perché ora erano in mano agli svizzeri che qualche anno prima avevano conquistato il cantone!
La Buzza devastò tutti i paesi che incontrò lungo il suo cammino e uccise più o meno 600 persone. La notizia della catastrofe si diffuse anche all’estero e impressionò molto la gente dell’epoca. Anche Leonardo Da Vinci rimase colpito dalla distruzione che la Buzza aveva portato in Ticino e per questo la cita in alcuni disegni.
Visto le terribili distruzioni subite, molti abitanti di Biasca e Bellinzona accusarono quelli della Val di Blenio d’aver causato la Buzza. Potete ascoltare la storia con tutti i suoni e i bisticci fra i Biaschesi e quelli di Malvaglia che seguirono ai disastri della buzza qui!
Passando dalla piana di Magadino l’onda sconvolse così tanto il corso del fiume Ticino da trasformare la piana in una palude. La palude era piena di zanzare portatrici di malaria e altre malattie pericolose per la vita nel passato. Ecco perché per molti anni i ticinesi non poterono più pensare di usarla e coltivare niente.La piana di Magadino rimase così disabitata e inutilizzata per molti anni, fino a quando tra la fine del 1800 e il 1950 la bonificarono.
Ecco in quanti modi la Buzza di Biasca cambiò il paesaggio del Ticino!
La storia della Buzza noi la sapevamo già, perché con la scuola eravamo andati ad un museo sulla Buzza di Biasca. Intanto che ci spiegavano la sua storia dovevamo prendere appunti che dopo ci sarebbero serviti per un articolo che spiegava cosa abbiamo visto e ci avevano detto sulla Buzza di Biasca.

Torna alla panoramica.


Fonti:
Il Quotidiano del 6 novembre 2015, RSI
C. Scapozza, C. Tognacca, C. Ambrosi, S. Seno, “20 maggio 1515: la “Buzza” che impressionò l’Europa”, in Rivista Ticinese di Storia Naturale, N° 103, 2015, pp. 79-88.

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