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Castelgrande ieri e oggi

giovedì 18 maggio 2017, di Stefania

Ritorno alla panoramica

A spasso con Giulio Foletti

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Giulio Foletti

Martedì 18 ottobre 2016 siamo stati in gita scolastica a Bellinzona e abbiamo avuto la possibilità di scoprire informazioni importanti a noi sconosciute o parzialmente disperse nella nostra memoria. Un grazie quindi alla nostra guida d’eccezione, ossia il signor Giulio Foletti, direttore dell’Ufficio dei beni culturali del Cantone Ticino. In mezzo al prato di Castelgrande abbiamo così appreso che Bellinzona, detta anche chiave delle Alpi, è il primo villaggio attestato archeologicamente in Cantone Ticino, quindi è il “luogo” più antico del Ticino. Qui di seguito, un’illustrazione prodotta dall’Ufficio monumenti storici, con una ricostruzione dell’insediamento neolitico sulla collina di Castelgrande.

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I primi insediamenti a Bellinzona

Passano gli anni e la popolazione aumenta e cambiano anche i padroni. In epoca medioevale i tre castelli insieme alla murata sono ora in mano ai milanesi. La costruzione di questi castelli non è stata casuale, bensì molto astuta. Per esempio, Castelgrande è stato fatto qui in cima al cucuzzolo anche perché c’è un pozzo artesiano al quale le persone potevano attingere l’acqua rimanendo sempre protetti dalle mura.

La collina di Castelgrande forma il centro naturale della chiusa di Bellinzona. Il castello che vi è stato eretto è detto anche Castello Vecchio dal 1300 al 1400, Castello d’Uri dal 1506 e Castello di San Michele dal 1818. Ogni nome che gli è stato attribuito rispecchia fedelmente gli avvenimenti storici che si sono succeduti nel tempo. Attualmente esso ospita un museo che documenta la storia della città e dove si può acquistare tra l’altro il libro “Bellinzona: patrimonio dell’umanità”, ma dentro al quale vengono anche allestite esposizioni. E non solo. In questo castello è stato persino aperto un ristorante e sono state predisposte delle sale per convegni. Diversi nel tempo sono stati i lavori di restauro e recupero del sito. Il più recente avvenuto negli anni ottanta – novanta del secolo scorso è stato curato dell’architetto ticinese Aurelio Galfetti. Ai piedi di Castelgrande c’è Piazza del Sole che, se osservata dalla mura del castello, offre un panorama architettonico fantastico.

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I tre castelli in epoca medioevale

Grazie all’impareggiabile bellezza e notorietà dei tre castelli, Castelgrande, Sasso Corbaro e Montebello, Bellinzona al giorno d’oggi è visitata da parecchi turisti che provengono soprattutto da Paesi confinanti al nostro. Questi, oltre ad andare alla scoperta dei monumenti più antichi della città, vanno per i musei, passeggiano per la città vecchia, eccetera rendendo così più floride le casse comunali. Ricordiamo anche che parecchi turisti alloggiano negli hotel, mangiano al ristorante, comprano souvenir, dando così altri soldi a Bellinzona e alla regione. Per questa ragione, i castelli e la murata sono da considerarsi come una calamita fondamentale per attirare gente, forse non solo per Bellinzona, ma addirittura per tutto il Cantone Ticino.
Bellinzona possiede, oltre a Castelgrande, altri due castelli: Montebello e Sasso Corbaro. Questi si trovano in punti diversi della città: Castelgrande si situa sopra alla Piazza del Sole, proprio in centro, Montebello, il castello di mezzo, domina la valle del Marecchia e dell’Uso sul colle di Montebello e, per finire, Sasso Corbaro controlla tutta la pianura bellinzonese a 230 metri sopra il livello della città.

Cosa è successo a Castelgrande?

La natura di Castelgrande è tipicamente difensiva. La struttura infatti è stata edificata in un punto strategico della vallata per potersi difendere e nel contempo controllare i traffici di passaggio tra il Nord e il Sud. E, grazie alle mura alte circa 3 metri che costituivano un eccezionale sistema fortificato, si riusciva a proteggere interamente la città, chiudendo quasi completamente la valle del fiume Ticino e, come detto prima, permettendo ai proprietari di controllare tutto il traffico che passava. Oggi questa funzione è venuta sicuramente meno e il castello è puramente decorativo. All’epoca Castelgrande era suddiviso in più parti e doveva contenere un numero di edifici più alto di quanto si possa immaginare ora. Soprattutto per accogliere all’interno delle mura del castello gli abitanti in caso di necessità. Da ricordare anche l’importanza della Torre Nera, alta 28 metri e della Torre Bianca alta 27 metri.

E al Castello di Montebello?

Il castello di Montebello ospita un museo, con testimonianze storiche e archeologiche. È situato sul Colle di Montebello, a una novantina di metri sopra a Castelgrande. Da esso si dipartivano le mura che chiudevano l’antico borgo sino ad incontrare quello che scendeva sul Colle di San Michele, queste mura proteggevano i fianchi di esso. Anticamente era chiamato Castel Piccolo (1457 - 1472), Castello di Svitto e dopo il 1818 Castello di San Martino. Il Castello fu acquistato dal Cantone nel 1903 in occasione del centenario dell’indipendenza ticinese.

E al Castello di Sasso Corbaro?

Il castello di Sasso Corbaro è il terzo castello che domina la città di Bellinzona. Dai bellinzonesi viene anche chiamato Castello di Cima oppure Castello di Santa Barbara. Il castello è situato sui fianchi della sponda sinistra del fiume Ticino, sopra la pianura bellinzonese a 230 metri sopra il livello della città. Fu costruito per ordine del duca di Milano nel 1479 ed è un’opera dell’ingegnere Benedetto Ferrini. Dopo il 1798 venne lasciato andare in rovina, ma poi fu ricostruito e riutilizzato come albergo. Qualche anno dopo venne trasformato in una residenza estiva da famiglie bellinzonesi e nel 1919 ritornò allo Stato. Il Castello è stato iscritto nel 2000 come patrimonio mondiale dell’umanità dell’UNESCO. Esso oltre ad ospitare musei e visite guidate prevede anche spettacoli teatrali, ed è anche possibile, per chi desidera sposarsi in questo posto magico.

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Il sistema dei castelli

In epoca recente i tre castelli erano in vendita, ad un prezzo molto elevato e nessuno li ha comprati. Attualmente i tre castelli fanno parte del patrimonio dell’UNESCO. Oltre a far parte dell’UNESCO sono simbolo di riconoscimento della storia di Bellinzona, sono perfino un bene economico grazie ai parecchi turisti che li visitano.


AA, VV, “Bellinzona patrimonio dell’umanità”, Salvioni, 2003
AA, VV, “Bellinzona dieci sguardi sulla città per giocare con la storia”, Unesco, 2010
Meyer Werner, “Castelli del Ticino e del Grigione italiano”, Ed. Siliva, 1982
Meyer Werner, “Pagine Bellinzonesi”, 1978
Rahn, Johann Rudolf, “Monumenti artistici del Medio Evo e del Canton Ticino”, 1976

Appunti e video della visita a Castelgrande e incontro con il Signor Giulio Foletti, ottobre 2016

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