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Che cosa sono le Officine di Bellinzona?

giovedì 18 maggio 2017, di Stefania

Ritorno alla panoramica

Lo sciopero che ha cambiato la storia recente delle Officine di Bellinzona

In occasione della nostra uscita di studio a Bellinzona del 18 ottobre scorso, abbiamo visitato anche le Officine FFS di Bellinzona. A guidarci in questa avventura è stato il Signor Gianni Frizzo, il quale ha lavorato in questo sito dal 1979 fino allo scorso mese di settembre. Il Signor Frizzo, figura di spicco nello sciopero del 2008, ci ha permesso di fargli una lunga intervista. Nel raccontarci e nel rispondere alle nostre domande, ci ha confidato di provare ancora forti emozioni e, nonostante sia passato molto tempo dalla protesta che lo ha esposto alle luci della ribalta, pretende che le bandiere e gli striscioni usati durante lo sciopero restino ancora appesi in pittureria. Prima di tutto, però, proviamo a capire che cosa sono le Officine di Bellinzona e quali sono le storie che le circondano.

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Il "Vaticano" delle Officine

Cosa sono le Officine e di cosa si occupano?

Le Officine sono di proprietà delle Ferrovie Federali Svizzere (FFS) e negli stabilimenti di Bellinzona gli operai oggi si occupano principalmente della manutenzione delle locomotive e dei carri merci, nonché della costruzione e colorazione dei pezzi di ricambio. Fino a qualche decennio fa, nelle Officine ci si prendeva cura anche dei vagoni adibiti al trasporto dei passeggeri. Scelte aziendali hanno fatto sì che questa ultima attività avvenga oggi altrove. Attualmente i lavoratori delle Officine sono circa 400. Vengono impiegati anche degli apprendisti, circa 50, selezionati e seguiti dalla LOG IN, associazione partner della formazione FFS e non solo. Le Officine generano un valore complessivo di 40 milioni di Franchi in stipendi annui che diventano il doppio se si considerano anche le persone che gravitano attorno alle Officine. Quindi le Officine rivestono oggi, come ieri, una certa importanza sia dal punto di vista sociale che economico, a livello locale e nazionale. E… Oggi come ieri, le Officine sono un punto di riferimento per tutti i ticinesi! Come consuetudine, per pianificare un futuro solido per le Officine, la Direzione delle FFS in collaborazione con il Consiglio di Stato ticinese e la Città di Bellinzona si sono nuovamente trovati in questi mesi.

Un salto nel passato e il primo sciopero

La storia delle Officine è nata con lo sviluppo della rete ferroviaria in Svizzera nella seconda metà dell’Ottocento. A ben guardare, però, tutto ha avuto inizio ben prima, nel lontano 1825, in Inghilterra, dove il primo treno della Storia ha percorso i 43 km di strada ferrata da Stockton a Darlington. Tra il 1886 e il 1890 è stata costruita una prima parte delle Officine e nel 1894 ci lavoravano già 425 operai. Ricordiamo che la galleria ferroviaria del San Gottardo è stata inaugurata nel 1882 e le Officine sono nate appunto per facilitare la manutenzione dei treni che transitavano da lì! Nel 1900 le Officine offrivano non solo un posto di lavoro, ma anche un luogo in cui lavarsi con acqua calda e dove seguire una solida formazione. Con le Officine nascono nuovi quartieri e la città si sviluppa e si arricchisce. Non solo. Questo ha contribuito a dare un’aria più elegante e innovativa alle Officine e al lavoro che vi si svolgeva. Ma non sempre però è oro tutto quello che luccica. Nel 1901, confrontati con le minacce di un licenziamento, i ferrovieri hanno fatto richiesta di “lavorare meno ore per lavorare tutti”. Si tratta del primo sciopero nella storia delle Officine ed è durato finché i licenziamenti non sono stati ritirati. A questo sciopero ne è seguito un altro, proprio alla fine della Prima Guerra Mondiale, quando la Confederazione è entrata in crisi, i prezzi delle merci sono aumentati, i beni sono diminuiti e si è patito la fame un po’ ovunque. La storia delle Officine avrà altri alti e bassi. Ma andiamo a vedere cosa è successo in un passato non troppo lontano da noi.

Lo sciopero del 2008: un passo verso la chiusura?

Il 7 marzo 2008 è stato presentato dalle FFS un “programma di ristrutturazione” per tentare di regolare i bilanci delle Officine di Bellinzona. Questa opzione, messa sul tavolo da parte della Direzione delle FFS, è stata voluta per arginare le continue perdite (circa 190 milioni di franchi in pochi anni). Per riequilibrare il bilancio, il piano messo a punto dalle FFS prevedeva un taglio del personale, la privatizzazione della manutenzione dei vagoni e la ricollocazione della manutenzione delle locomotive in altri stabilimenti. In poche parole, stando alle FFS, le Officine andavano chiuse, spostando l’attività però altrove. Di fronte a questa catastrofica prospettiva, i lavoratori delle Officine sono scesi in piazza a scioperare. Lo sciopero dunque è nato dal basso, dagli operai, dalle maestranze che non si sono più sentite parte attiva dell’impresa né rispettate come lavoratori. E gridando “Giù le mani dalle officine!”, lo slogan scelto dagli operai, questi ultimi hanno rivendicato a gran voce “rispetto” e “lavoro”. In pochi giorni è stata coinvolta una buona parte delle popolazione del Cantone, politici di partiti diversi e i sindaci di numerosi comuni. Nella primavera del 2008, oltre 5000 persone hanno manifestato a Bellinzona. Per 30 giorni gli scioperanti hanno vissuto nelle Officine. Persino il Vescovo è stato dalla parte degli operai. Il 5 aprile 2008, dopo più di un mese di lotta, è stato ritirato il piano di ristrutturazione. Le Officine, così come i lavoratori, per ora sono in salvo.

Cosa è successo negli ultimi tempi?

Il motivo principale per cui gli operai hanno scioperato è stato quello di evitare che lo stabilimento di Bellinzona venisse chiuso e con esso gli operai (e Bellinzona stessa) perdessero una parte importante della loro identità oltre che il lavoro. Grazie allo sciopero e alle conseguenti conquiste ottenute dai lavoratori, sono stati riallacciati anche quei legami che con il tempo si erano sfilacciati. E fortunatamente negli anni la frattura creatasi fra i dirigenti e le manovalanze si è ridotta e il senso di ingiustizia e la rabbia si sono attenuati. Sono passati quasi dieci anni dalla protesta alla quale ha preso parte tutto il Ticino e le cose sono un po’ cambiate. Lo scorso mese di giugno, ormai un anno fa, il Ticino, la Svizzera e l’Europa tutta hanno festeggiato l’apertura della galleria di base di AlpTransit. Questa galleria ha fatto sì che fosse presentato il progetto di massima del nuovo nodo intermodale, ovvero un punto d’incontro di più vie di comunicazione e di scambio di merci. Le Officine, inoltre, hanno ricevuto un certificato europeo, grazie al quale potranno migliorare la concorrenza a livello internazionale. Questo certificato regola infatti i processi legati alla sicurezza della manutenzione. Bellinzona è la prima sede delle FFS certificata con questa norma. Bellinzona si apre al Mondo e si offre al Mondo. E cerca di tutelare la sua ragione di essere.
In più, oggi come ieri, le Officine sono accessibili al pubblico tramite delle visite guidate gratuite e così scoprire come si lavora nella Officine e la loro storia, senza che tutto questo venga sottovalutato o semplificato. Infatti, se i treni funzionano senza che accadano incidenti o gravi ritardi (sull’orario) è solo grazie agli operai delle Officine che hanno lottato per mantenerle in vita, evitando così di far rimanere centinaia di persone senza lavoro e un territorio senza identità. Inoltre le Officine continuano a formare personale sempre più qualificato!


Gschwend Hanspeter, “Traversine e traversie: l’Officina”, il Ticino e la Ferrovia del Gottardo, Edizioni Fontana, 2015
Gabriele Rossi, “Giù le mani dalle officine”, Edizioni Fontana, 2008
www.sbt.ti.ch/bcb/home/drt/dossier/officine/
www.fpct.ch/documenti/Storia%20delle%20officine%20FFS.pdf
https://it.wikipedia.org/wiki/Galleria_ferroviaria_del_San_Gottardo
https://www.alptransit.ch/it/storia/
https://www.alptransit.ch/it/home/
Studio Credit Suisse: http://www4.ti.ch/fileadmin/DFE/DE-USE/alptransit/20121018 rapporto_finale.pdf
http://geoconfluences.ens-lyon.fr/informations-scientifiques/dossiers-thematiques/mobilites-flux-et-transports/articles-scientifiques/la-grande-vitesse-ferroviaire-en-europe

Documentario: Danilo Catti, “Giù le mani dalla Officine”, 2008

Appunti e video della visita alle Officine FFS e incontro con il Signor Gianni Frizzo, ottobre 2016

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