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I CASTELLI NEL NOSTRO PAESAGGIO

domenica 19 febbraio 2017, di Martin

Ecco una descrizione della fotografia panoramica e di come, secondo noi, i castelli si inseriscono nel paesaggio osservato.

Articolo di Aurora H., Serena T. e Tosca M.

Sotto un bellissimo cielo sereno si trovano le montagne ricoperte da boschi color verde scuro. Le montagne sono dei “simboli” per la Svizzera, loro ci proteggono dagli uragani. In mezzo al bosco si possono ascoltare con piacere gli uccelli canticchiare. Questa atmosfera calma è ideale per disegnare con tranquillità.

Più vicino si trovano tante case che si alternano a molti alberi. Queste costruzioni sono di tanti colori ma alcuni sono particolarmente ricorrenti: ROSA chiaro, ROSSO, VERDE, BIANCO, GIALLO e BEIGE.
In centro si trova anche la ferrovia che è una cosa veramente importante per Bellinzona.

Su una collina di Bellinzona, a cavallo fra la pianura e le montagne, si trovano anche i due castelli MONTEBELLO e SASSO CORBARO che sono in faccia al CASTELGRANDE. I castelli sono posizionati in alto, su delle colline, probabilmente per dominare la valle, impedendo a chiunque di passare inosservato dalle guardie che in tempi lontani proteggevano queste fortezze. Il castello più grande aveva più potere, il più piccolo fungeva quasi da torre, tanto era insignificante. Oggi non c’è più nessun re, duca o altro e i castelli sono la più importante attrazione turistica di Bellinzona. Le mura sono spettacolari, lunghissime e massicce. Queste antiche costruzioni sono in gran parte di sasso e per questo il colore predominante è il grigio.
La parte restaurata del Castelgrande, però, è bianca con grandi finestre. L’altro lato, sempre bianco, è la sede del museo del Castelgrande. Il castello ha diverse entrate: una è un buco lungo il quale si sale con l’ascensore, un’altra è più nascosta, parte da Piazza Collegiata e arriva alla piazzetta acciottolata ben visibile nella foto, l’ultima, infine, è una strada che raggiunge il castello girandoci attorno. In questa fortezza ci sono anche un ristorante che si chiama per l’appunto Castelgrande e un grotto che si chiama San Michele.
MONTEBELLO è ben visibile con un’imponente murata di pietra grigia nel mezzo di un prato sulla collina di fronte al Castelgrande.
SASSO CORBARO è molto più nascosto, ma se si aguzza la vista si riesce a scorgere una torre e la massiccia base di pietra nel bosco, proprio sulla cima della collina.

Vista su Monte Bello e Sasso Corbaro. Fotografia scattata da Castelgrande. Data di scatto: 7.11.2016, durante la gita di studio. Autore: classe 1E.

Le mura di Castelgrande e del Castello Montebello un tempo si incontravano, ora non più perché ci sono parecchie interruzioni. Sulla cima delle mura possiamo osservare i merli che sono a tratti “piatti” e in altri punti sono invece "a coda di rondine". Se sono del primo tipo significa che i governanti del castello di quel tempo desideravano la guida del Papa, se sono a coda di rondine invece vuol dire che, per chi li aveva costruiti, era meglio un imperatore come capo. Da questo si può dedurre che nel corso dei secoli i castelli e i loro abitanti hanno vissuto realtà diverse a seconda di chi ne era a capo, con tutta probabilità svizzeri o italiani, per via della posizione strategica di Bellinzona per la guerra tra le due nazioni.

A sinistra dei merli con sommità squadrata, a destra merli a coda di rondine. Dettaglio della fotografia panoramica scattata dalla Torre Bianca. Data di scatto: agosto 2016. Autore: M.Brunati.

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